I grandi della storia visti al microscopio

David Remnick è oggi uno dei più noti giornalisti e scrittori degli Stati Uniti. È nato il 29 ottobre 1958 ad Hackensack, nel New Jersey, figlio di un dentista e di un’insegnante. Ha studiato e si è laureato a Princeton nel 1981, con una tesi in letteratura. Ha cominciato la sua carriera di giornalista nel 1982, al Washington Post, subito dopo la laurea. Dopo sei anni di lavoro per questo quotidiano, nel 1988 è diventato corrispondente da Mosca, dove ha raccolto gran parte del materiale per il libro Lenin’s tomb: the last days of the Soviet empire, che gli è valso il premio Pulitzer nel 1994. Dopo dieci anni di Washington Post, Remnick è entrato nel settembre 1992 nella squadra del The New Yorker, di cui è diventato direttore nel 1998. Tra i suoi numerosi libri, unico a essere pubblicato in Italia è Ritratti da vicino (Feltrinelli, 2007, pagg. 349, euro 18). In questo libro, David Remnick si concentra sui grandi personaggi che «fanno la storia» della nostra epoca. Andando al di là della loro immagine pubblica, Remnick scava a fondo nelle loro personalità, mette in luce il loro io privato dietro l’immagine formale stereotipata, offrendo al lettore prospettive nuove e inattese. Come quando ritrae Al Gore alcuni anni dopo la sconfitta alle presidenziali o Tony Blair nel pieno della crisi irachena. Il giornalista si focalizza su due aree geografiche che conosce a fondo: Israele, con un’analisi accurata di Hamas e dello scenario politico contemporaneo, e la Russia postcomunista (con un ritratto eccezionale di Vladimir Putin). Tra le figure messe sotto la lente d’ingrandimento nel libro ci sono anche scrittori, come Philip Roth, Don DeLillo, Amos Oz. E una vecchia passione dell’autore, il pugile Tyson. Insomma, una galleria di grandi personaggi, tra cui anche Vaclav Havel e l’editrice del Washington Post Katharine Graham, visti nei loro aspetti più «umani». E in questo lavoro David Remnick dà prova della sua grande abilità di reporter di razza.