I grandi vini del principe Guicciardini

È il risultato di due anni di esperimenti in vigna e in cantina, e a giugno vedrà la luce: si tratta della Cusona 1933, la nuova vernaccia di San Gimignano prodotta dal principe Girolamo Guicciardini Strozzi. Un vino su cui l’azienda toscana intende puntare con decisione. «La novità - spiega il principe - è nel sistema di lavorazione, che concilia metodi antichi e tecnologia d’avanguardia». Classicità e modernità si fondono per creare un vino d’alto spessore, che richiami le radici stesse dell’azienda. Pensata per intenditori, è una vernaccia in purezza che offrirà profumi di mandorla e fiori di campo, acidità elegante e gusto persistente. «Abbiamo già una Vernaccia importante, la nostra riserva, ma questo è un passaggio ulteriore, nata per essere un’icona». Nonostante la tenuta di Cusona rappresenti ancora il cuore pulsante dell’azienda, il principe ha raccolto la sfida della diversificazione con un notevole piano di espansione. Un percorso che parte da San Gimignano e tocca Scanzano, Montemassi e Bolgheri. Con un’appendice siciliana, a Pantelleria, per produrre il passito doc Cammeo. Negli ultimi anni, la storica casata - il cui nome è legato alla Vernaccia - ha vissuto un notevole sviluppo progettuale, incentrato sugli investimenti in Maremma. La prima frontiera è stata Scanzano, dove dal ’98 il principe coltiva 19 ettari. Il risultato è un Morellino titolato e dal 2003 il Poggio Moreto dal sapore più internazionale. Nel ’99, Guicciardini Strozzi ha acquistato le Pavoniere a Bolgheri, per sfruttare le similitudini geomorfologiche con Bordeaux. Proprio da Bolgheri, a settembre arriverà Le Pavoniere, selezione di Merlot. Sempre in Maremma, nel 2000 è stata la volta di Montemassi, 26 ettari di terra ai piedi di un borgo medievale.