I grifoncini infiammano la gabbia

Roberta Gallo

Quattrocento bambini fanno cantare la Gradinata Nord. Un solo grido, un solo amore, i colori rossoblù che uniscono i tifosi del Genoa e i piccoli grifoncini che sono entrati a far parte del club «Genoa for Children». Domenica pomeriggio, i bimbi dai sette ai tredici anni, hanno invaso la «gabbia» al fianco della Nord. L'hanno infiammata con i loro canti e la loro allegria, commuovendo chi era lì con loro e chi li vedeva dagli altri settori dello stadio. Tutti sono arrivati fieri con la loro maglia del Genoa, sciarpa legata in vita, alcuni con la bandiera.
Accompagnati da mamma e papà, non si sono nemmeno voltati a salutarli. Imboccato il cancello che porta alla gabbia, sono entrati tronfi ad occupare un settore tutto dedicato a loro. Accompagnati dalle «hostess» che facevano la spola tra spalti ed entrata. All'ingresso, Idolo Maiella, ha detto di aver staccato almeno trecentocinquanta biglietti. Sua moglie Tiziana, al banchetto, ha continuato a prendere adesioni fino all'inizio della partita.
I bimbetti sono arrivati da tutta Genova con il loro zainetto ricco di merendine e bevande. Ma i ragazzi educatori si erano anche premuniti di comprare qualcosa per loro. Il tam tam nelle scuole pare che sia riuscito perfettamente. Tutti in piedi sui gradoni della gabbia, hanno seguito i canti intonati sotto, con il megafono da Massimo, Roberto Scotto, Marco «Naso» e Leo Berogno, capi storici della vecchia Fossa dei Grifoni, targata anni Ottanta che, per una giornata, sono tornati bambini. Hanno guidato i loro canti, hanno cercato di offuscare, con altri slogan, quelli infarciti di parolacce che arrivavano dalla Gradinata Nord, ma che i piccoli «ultras» avrebbero cantato con «mucho gusto».
E, insieme a loro, le maestre. Coloro che li seguono già durante tutta la settimana sui banchi di scuola, adesso anche il sabato o la domenica durante la «scuola di tifo», come ama tanto chiamarla Leo Berogno, presidente dei club genoani. Patrizia Calabrese, della De Scalzi, si è inoltre passata una settimana «di passione» a realizzare duecento bandierine da consegnare ai bimbi. Mentre Claudia, dell'Ottavio Barbieri, ha scritto tutte le canzoni sui foglietti che, in tempo zero, sono diventate aereoplanini e palline da tirare. Tra le fila dei più accalorati, anche la figlia di Pinuccio Brenzini, Elena. Mentre il papà era ovviamente in tribuna stampa a fare la telecronaca della partita. L'appuntamento è adesso per la prossima partita in casa. Tutti con la maglietta regalata dal papà di Filippo, un piccolo genoano scomparso in età molto prematura.