I grifoncini volano in semifinale

Si alimenta un sogno. Un altro va in frantumi. Umori, stati d'animo contrapposti per le formazioni Primavera di Genoa e Sampdoria al termine di due tirati e combattuti quarti di finale della 59a edizione del Torneo di Viareggio, entrambi conclusisi ai tempi supplementari.
Sorridono e volano in semifinale i grifoncini di Vincenzo Torrente, che al “XIX Settembre” di Pietrasanta, in provincia di Lucca, regolano per 2-1 i russi dello Spartak Mosca, nonostante le pesanti assenze tra i pali e in difesa degli squalificati Raggio Garibaldi, D'Alessandro e Borghese. Passati in svantaggio al 22' del primo tempo per il colpo inferto da Prudnikov, i rossoblù reagiscono e si riportano ben presto in carreggiata: è il minuto 41 quando una punizione tagliata di Rivaldo provoca il maldestro intervento di Sphedt che insacca sciaguratamente nella propria porta. Si chiude così, sul punteggio di 1-1, la prima frazione di gara. Stesso parziale anche al termine ripresa (un palo colpito da Tiago Pires l'occasione genoana più ghiotta) e, come accaduto l'altro ieri contro l'Inter, non bastano 90 minuti per dirimere la questione. Stavolta, però, niente rigori: ancora mezz’ora da giocare nonostante le fatiche della sfida contro i nerazzurri si facciano sentire. Pronti, via e al 5' ci pensa un fulmineo contropiede di Fernando Martin Forestieri a portare il Genoa sul 2-1. Ed è proprio il terzo gol del “Topa” in questa competizione a risolvere la sfida contro i russi e a regalare ai giovani grifoni la semifinale contro l'Empoli in programma domani pomeriggio.
Allo “Stadio dei Pini” di Viareggio, escono invece di scena i blucerchiati di Alberto Bollini, ai quali, di contro, i supplementari risultano fatali. Fatale soprattutto, al termine di 90 minuti equilibrati nei quali Donato e compagni hanno spesso sfiorato il vantaggio, una grave disattenzione difensiva al primo minuto del primo tempo aggiuntivo, che permette ai belgi dell'Anderlecht di portarsi sullo 0-1 con il neoentrato Mukendi, liberissimo, sugli sviluppi di una punizione dalla sinistra, di trafiggere di piatto Di Gennaro. La Sampdoria non s'arrende e, con le poche forze rimaste, tenta in tutti i modi di riacciuffare il pari. Uscito bomber Romeo, ci prova più volte Ferrari, il migliore tra i suoi, ma senza fortuna (anche un gol annullato al numero 11 italo-americano): con i doriani ammassati in avanti sono ancora i belgi a trovare la via della rete grazie ad un'azione di rimessa dello scatenato Mukendi, conclusa dal semplice tap-in di Lifondja. Siamo a tre giri d'orologio dal termine e non c'è più niente da fare: i blucerchiati tornano a casa con rammarico ma a testa alta; l'Anderlecht acciuffa così la semifinale con la Roma e vendica in qualche modo la sconfitta dell'“Ullevi” di Göteborg di quasi diciassette anni fa, quando, in quel lontano 9 maggio 1990, la doppietta di Luca Vialli rifilata a De Wilde proprio negli extra-time regalò al Doria la Coppa delle Coppe.