I "grillini" si ribellano a Beppe: "Ci sfrutta per avere soldi e voti"

Il primo meet up della provincia di Cuneo chiude e contesta: Grillo parla bene e razzola male,il grillismo è diventato il sinonimo di arrivismo e
smania di potere

Roma «Ho un grillo per la testa», è l’ossessionante jingle di Beppe Grillo, il comico aspirante leader dell’opposizione. Più d’uno se, luminoso esempio di fuoco amico, anche i suoi «grillanti» cominciano a ribellarsi al menestrello al pesto. Il primo meetup della provincia di Cuneo, gruppo di tifosi del fustigatore anticasta, infatti, chiude baracca e burattini. E fin qui, nulla di strano, càpita. Il bello è che lo fa rovesciando veleno allo stato puro sul grande guru genovese. In un rovente scritto inviato ai giornali locali e a tutti gli iscritti del gruppo, lo staff dei grillanti accusa: Grillo? Predica bene ma razzola male. Questo il concetto, morbido come una mousse rispetto al tono e al testo della lettera, ruvidi come la carta vetrata. Per una spietata legge del contrappasso ora una fetta di movimento piemontese lo manda a «vaffa... », lui che ha mandato a «vaffa... » mezzo mondo.
«Abbiamo dovuto renderci conto in svariate occasioni che lo stesso Beppe Grillo parla bene e razzola male ed è quindi, crediamo per questo, che il grillismo sia diventato il sinonimo di arrivismo e smania di potere, di ricerca di consensi elettorali per raggiungere i propri interessi personali sfruttando il malcontento, la buona fede e l’ingenuità della gente». Parole come sanpietrini sulla testa del barbuto castigamatti di Savignone. Ma non è finita: «Di questi tempi abbiamo constatato come anche l’utilizzo del malcontento è divenuto un mezzo per ottenere voti e guadagni». E giù a snocciolare le cifre del suo 740: «Basti pensare che da quando Grillo ha iniziato la sua “carriera politica” il suo già elevatissimo reddito è quasi raddoppiato. Erano 2,6 milioni di euro dichiarati nel 2004, poi il 26 gennaio 2005 lancia il blog beppegrillo.it e il fatturato schizza in alto arrivando a oltre 4 milioni nel 2006».
Lungi dall’essere una critica pauperistica il vero schiaffo, tutto morale, arriva poche righe dopo: «Ma la cosa che mai ci saremmo aspettati da chi, come fa lui, si erge a difensore della trasparenza è che ha avuto anche il coraggio di irritarsi quando i suoi redditi sono stati pubblicati e quindi conosciuti dall’opinione pubblica. Insomma lui a parole la esige, ma solo per gli altri».
«Trasparenza», parola con cui Grillo si riempie la bocca, ora gli rimbomba nelle orecchie. «A proposito di trasparenza e di V Day - scrivono i grillanti di Cuneo - un’ennesima forte delusione l’abbiamo avuta quando abbiamo scoperto che, ovviamente dopo aver raccolto le firme per il V Day2 Referendum sull’informazione, grazie a questo nostro lavoro (portato avanti tra l’altro a nostre spese) Grillo e alcuni suoi amici, se il referendum fosse andato a buon fine, avrebbero incassato un sacco di soldi come rimborsi dallo Stato». E non è finita qui. Il giudizio è tossico e tranchant: «Vista la totale mancanza di coerenza con cui imperterrito porta avanti le sue azioni, senza preoccuparsi minimamente di salvare almeno le apparenze, evidentemente ritiene che coloro i quali in lui hanno riposto le loro speranze, siano individui accecati o rincitrulliti, con gli occhi foderati di salsiccia che continueranno a credergli nonostante tutto». Ma ce n’è anche per i suoi incalliti supporter, ancora ignari che il re è nudo: «E forse in parte può aver ragione perché il movimento, oltre ad essere composto e gestito da una folta nomea di arrivisti, annovera tra le sue file ancora qualche ingenuotto (ma sempre di meno) ed anche quel genere di persone un po’ fanatiche che seguono il leader senza nessuno spirito critico e senza mai porsi domande».
La chiusa è al vetriolo: «Ora non ci stupiscono più le notizie che descrivono un Grillo ecologista che ha posseduto anche due Ferrari (classificata tra le auto più inquinanti in commercio), più Porsche, Maserati, Chevrolet Blazer, eccetera e gira su motoscafi altamente inquinanti, che parla di risparmio energetico e nella sua villa ha una fornitura da 20 kilowatt contro i 3 kilowatt medi delle case italiane; personaggio che si erge a moralizzatore del malcostume italiano che tuona contro i condoni e poi, appena si presenta l’occasione, si avvale per ben due volte del cosiddetto condono fiscale tombale oltre che del condono edilizio». Se il Grillo frinisce, i «grillanti» ruggiscono.