I GUAI DELL’OPPOSIZIONE

NapoliDecine, forse centinaia di assunzioni clientelari al Comune di Napoli. In Procura, il pool coordinato dal procuratore aggiunto Francesco Greco ha deciso che vuole fare chiarezza. Tutto è partito da un esposto anonimo inviato a Palazzo di Giustizia all’inizio dell’anno. Su questa vicenda che sta facendo tremare Palazzo San Giacomo, si è accesa una dura polemica politica, scatenata da rappresentanti delle istituzioni locali e da ex sindacalisti.
Va subito detto che, se le assunzioni clientelari ci sono veramente state, queste sono state bipartisan. Il centrosinistra che governa il Comune da 17 anni e il centrodestra che si trova all’opposizione hanno «piazzato» nei ranghi delle società partecipate del Comune parenti stretti come mogli e figli, fidanzate, amanti, amici, forse compagni di partito. Alla presunta spartizione avrebbero preso parte anche sindacalisti eccellenti che avrebbero messo a posto familiari, amici e militanti.
Provocatoriamente, un frequentatore del consiglio comunale, dice: «Perché il sindaco Iervolino su questa vicenda tace? Perché non rende noti i nomi degli assunti, che sono a centinaia negli ultimi 3 o 4 anni e li pubblica su internet sul sito del Comune? Questa si che sarebbe vera trasparenza».
Nel mirino della Guardia di finanza, delegata nell’indagine dalla Procura, sarebbero finite alcune delle 18 società partecipate del Comune di Napoli. E da indiscrezioni trapela che alcuni assunti per «chiamata diretta» da politici e sindacalisti non avrebbero avuto neppure i titoli per essere assunti. Vale a dire un diploma, un titolo di studio specifico per poter rivestire un determinato incarico in ambito comunale.
Su questa «infornata» pseudo clientelare chiede chiarezza, «prima al Sindaco Iervolino e poi alla magistratura», Fabio Chiosi, presidente della prima Municipalità di Napoli (Pdl), che esulta perché «finalmente i pm del pool Mani pulite stanno indagando sulle assunzioni nelle partecipate comunali di parenti di politici comunali, di sindacalisti e di amici degli amici». Chiosi poi ha sostenuto ancora che «sembra che non siano mai state rispettate le assunzioni dei figli dei caduti in servizio o per le fasce protette».
Ma, c’è un altro filone di indagine che coinvolge anche la Regione Campania. Si tratta dei cosiddetti «comandati», un piccolo esercito di dipendenti, transitati dalle società partecipate del Comune negli uffici della Regione. Assunzioni a tempo indeterminato, senza concorso, che sarebbero avvenute durante la precedente amministrazione a guida bassoliniana. L’indagine della Procura è appena agli inizi. Molto materiale cartaceo è stato sequestrato dalle fiamme gialle e adesso è allo studio degli investigatori. Finite le vacanze, con la ripresa normale delle attività investigative, l’inchiesta avrà un’accelerazione che potrebbe portare ai primi sviluppi. Almeno due informative preparate dalla guardia di finanza e dalla polizia giudiziaria della Procura sono in procinto di essere consegnate ai pm.
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