I GUAI DI FUTURO E LIBERTÀ

RomaI suoi intellettuali di riferimento iniziano a criticarlo ormai senza ossequio, la sua ex colomba sta pensando di costituire un gruppo gemello di Fli che potrebbe rosicchiargli deputati quasi giorno dopo giorno. Nonostante i falchi ripetano che Futuro e Libertà è unito e che l’alleanza con l’Udc di Casini non costituirà un problema neppure sui temi etici, l’intellighenzia da una parte e l’ex sodale Silvano Moffa dall’altra stanno scavando due solchi profondissimi ai fianchi del presidente della Camera.
Fonti del Pdl danno in uscita sicura da Fli, «entro la fine dell’anno», tre deputati. Il più sensibile, il finiano più in bilico, sarebbe Carmine Patarino, ma a questo nome ne vengono affiancati altri, come Scalia e Divella. «Esclusi i falchi, quelli veri, tutti alla fine sono in dubbio se restare - racconta una fonte ben informata in Transatlantico -: Fini non dovrebbe essere così sicuro nemmeno di Ronchi e di Giulia Cosenza, nemmeno di Consolo». Ossia di quei deputati legati a lui da salda amicizia, dal vincolo della lealtà.
Ci sarebbe una via di uscita anche per questi finiani moderati ma in obbligo con Fini, un modo di «salvare la faccia», come dice un deputato del Pdl molto addentro alle trattative con i finiani, per lasciare il fondatore di Futuro e Libertà. Questo percorso di «purificazione» dalla deriva falchista di Fli passerebbe attraverso colui che più ha fatto male a Fini negli ultimi giorni: Silvano Moffa, stimato presidente della commissione Lavoro, la colomba uscita dall’aula al momento del voto sulla sfiducia e ora fuori da Fli, acerrimo nemico di Bocchino. Il suo progetto di creare un gruppo parlamentare, accennato nei giorni scorsi, sarebbe in realtà molto gradito al centrodestra e potrebbe contare già su 7-8 adesioni sicure (per costituire un gruppo nuovo bisogna arrivare a quota 20). Tra questi ci sarebbero i deputati Catone, Polidori e Siliquini, i tre che con Moffa hanno mollato Fini il 14 dicembre. Ma anche ipoteticamente i tre esponenti del gruppo di responsabilità nazionale: Calearo, Cesario e Scilipoti. Senza contare che il gruppo Misto, di cui ora Moffa fa parte, ha raggiunto in questo momento un numero record: 41 deputati. Le cifre per costituire un soggetto nuovo in parlamento, a guida di Moffa, potrebbero insomma esserci. Il progetto dell’ex colomba finiana sarebbe quello di creare un gruppo saldamente nel centrodestra con una sfumatura di autonomia rispetto a Berlusconi, che faccia da contraltare alla Lega nella maggioranza. Questo era il percorso di Futuro e Libertà sul nascere, prima che i falchi prendessero il sopravvento e Fini si avvitasse nel suo odio per il premier. Così facendo, Moffa creerebbe una sorta di clone del Fli, un gruppo cuscinetto, richiamando a sé le colombe, i suoi vecchi amici in Futuro e Libertà. Un progetto che secondo fonti del Pdl non dispiacerebbe affatto a Berlusconi: consentirebbe di indebolire l’opposizione finiana e costituirebbe una forza di equilibrio nel centrodestra. Tra finiani «moffiani» e finiani legati a doppio filo con il presidente della Camera ma molto scettici sul progetto politico cristiano-futurista, si arriverebbe a circa 14 esponenti di Fli potenzialmente interessati ad entrare nella nuova creatura politica. Il gruppo cuscinetto, o gruppo-clone, potrebbe quindi lentamente svuotare Futuro e Libertà e addirittura comprometterne la sopravvivenza, secondo le più audaci previsioni degli anti-finiani: il gruppo di Bocchino ha ora 32 deputati, se scendesse sotto i 20 dovrebbe sciogliersi. La forza politica guidata da Moffa avrebbe un potenziale, secondo stime parlamentari delle ultime ore, di 24 deputati. Tutti a sostegno della maggioranza.