I guai del senatore-editore

«Come l’ho presa? Sono al limite del suicidio. Anzi, gli piacerebbe...». Così il senatore del Pdl Giuseppe Ciarrapico, rinviato ieri a giudizio insieme al figlio Tullio e per altre 10 persone con l’accusa di aver illegittimamente percepito ingenti sovvenzioni governative per l’editoria, commenta la decisione del gup Nicola Di Grazia, che ha sostanzialmente accolto praticamente tutte le richieste della Procura della Repubblica di Roma. Già prescritti i fatti avvenuti tra il 2002 e il 2003: secondo l’accusa avrebbe creato due cooperative editoriali fittizie per ricevere indebitamente 45 milioni di euro di contributi all’editoria dal Dipartimento della presidenza del Consiglio dei ministri. Secondo la Finanza questi soldi sarebbero stati raccolti «attraverso artifizi e raggiri consistiti nel presentare una falsa situazione di fatto e contabile delle predette società, amministrate da due prestanome ultraottantenni», ora deceduti.