«I guai Usa non sono finiti, ma niente recessione»

da Milano

Nei prossimi mesi il virus dei mutui ad alto rischio americani non tarderà «con ogni probabilità ad avere altre ripercussioni sulle Borse ma l’economia Usa non andrà in recessione»: il responsabile investimenti per l’Italia di Jp Morgan Asset Management, Valerio Salvati, invita i piccoli investitori a mantenere i nervi saldi davanti alle attuali turbolenze del mercato. Convinto che «le forze per contrastare la crisi sono già in campo» e che la Federal Reserve non farà mancare il proprio supporto «attuando una graduale e prudente riduzione dei tassi nei prossimi 6-9 mesi».
Come giudica l’attuale schizofrenia delle Borse?
«La definirei grande volatilità. Da un lato il mercato guarda a un ulteriore aiuto della Federal Reserve, dall’altro è vittima degli altalenanti dati sull’economia Usa. Il subprime è solo una parte del problema perché le banche hanno difficoltà a riprendere la propria attività in alcuni settori come la finanza strutturata e i finanziamenti alle imprese. A questi elementi negativi fanno però da contrappeso la discesa dei rendimenti dei titoli di Stato, il fatto che i tassi di interesse al netto dell’inflazione siano abbastanza bassi e la spinta dei Paesi in via di sviluppo».
Cosa farà la Fed?
«A dicembre mi aspetto una ulteriore riduzione di 25 punti base del costo del denaro. Probabilmente sia la Banca d’Inghilterra sia la Banca centrale europea saranno costrette a incamminarsi nella stessa direzione. Più in generale, benché il mercato dimostri oggi nervosismo credo che, con un’ottica più di lungo periodo, Ben Bernanke, abbia ragione a non dare l’impressione di essere già disponibile a soccorrere l’economia americana».
Non la spaventa il petrolio vicino ai 100 dollari?
«A differenza di quanto è avvenuto negli anni ’70 e ’80 non c’è una spirale inflazionistica sul costo del lavoro e gli utili delle società sono ancora solidi».
C’è ancora spazio per l’atteso rally di fine anno?
«Potrebbe non verificarsi solo se emergessero altre perdite nei bilanci delle banche. Ritengo quindi probabile che nei prossimi due mesi i mercati avranno una tendenza positiva, pur contraddistinta da una grande volatilità. In attesa di conoscere a gennaio-febbraio i risultati del quarto trimestre 2007.
Come dovrebbe comportarsi un piccolo investitore?
«Quanti posseggono azioni è bene stiano fermi: non avrebbe alcun senso uscire dalla Borsa perché le attuali quotazioni esprimono multipli più bassi di quelli del 2000. A tutti gli altri consiglio, invece, di non affrettarsi e di tentare di cogliere i momenti di debolezza delle Borse».