I gufi di Treviso e Ascoli provano a fermare il volo del Grifone

Guidolin a Datasport: «È presto per parlare visto che non so dove saremo tra un anno»

Paola Balsomini

Un gruppo di avvoltoi accompagnerà il Grifone a Roma per gli interrogatori che si svolgeranno martedì nell’Ufficio indagini della Figc. Ieri si è aggiunto alla lista dei rapaci anche l' amministratore unico dell'Ascoli Roberto Benigni che ora sta sperando in un più che inatteso ripescaggio dopo aver perso la promozione ai play off: «Non stiamo qui come i falchi a sperare che qualche società fallisca - ha detto - o che il Genoa non possa iscriversi al campionato, non lo auguriamo a nessuno; ma se dovesse capitare di essere promossi in serie A faremo in modo di farci trovare pronti».
Più diretto Piero Celani, sindaco di Ascoli al quale non va giù sentir parlare di ripescaggi non in base alle regole e alle classifiche ma «per meriti sportivi»: chiaro il riferimento a Bologna e Napoli. «Come se una città ed i suoi cittadini siano più importanti di altri. Se è per questo - fa notare - anche l'Ascoli con la sua lunga militanza in serie A di meriti sportivi ne ha in abbondanza per non dimenticare i meriti sociali di una squadra che ha funto da veicolo promozionale per un intero territorio». Il primo cittadino ascolano chiede trasparenza a chi deve giudicare. «L'Ascoli ha giocato un grande campionato, nel rispetto di quelle regole e se qualcuno per fare meglio non ha saputo rispettarle deve essere pronto ad assumersene le proprie responsabilità, chiaramente se ve ne sono. Non auguriamo disgrazie a nessuno, ci mancherebbe altro - conclude Celani - ma chiediamo il rispetto della legalità, così come ha fatto l' Ascoli». E il Treviso preferisce glissare, dice che ci spera ma che non ci pensa troppo. Peccato che poi sta meditando sulla costruzione di un nuovo impianto in caso di un ripensaggio nella massima categoria.
Ieri invece il sindaco di Perugia Locchi si è dovuto arrendere all’evidenza: dopo aver «gufato» sperando di ottenere la retrocessione del club rossoblù, adesso il primo cittadino umbro non può fare altro che raccogliere i cocci di un Peugia che sta andando in pezzi: «E pensare - ha detto Locchi - che avevamo appena terminato un campionato duro ma molto positivo, combattuto fino all' ultimo con il coraggio dei veri Grifoni e ci apprestavamo a difendere le ragioni del Perugia seguendo con attenzione il caso Genoa. Dobbiamo invece fare i conti con una situazione difficile, da affrontare con animo positivo ma anche con il sano realismo che fa parte del dna dei perugini. È ancora difficile, oggi, decifrare un possibile nuovo scenario».
Ma intanto il count down inizierà la prossima settimana, dopo che il capo dell’Ufficio Indagini della Figc Italo Pappa trasmetterà gli atti degli interrogatori che si sono tenuti nei giorni scorsi a Roma e che proseguiranno domani. Poi, se il caso non verrà archiviato, potrebbe iniziare il processo a Milano, che durerà tre giorni e che terrà la Genova rossoblù con il fiato sospeso. Nelle prossime ore quindi prenderà il via la prima settimana cruciale per il vecchio Grifone, a cominciare proprio da martedì quando negli uffici di via Po sfileranno Enrico e Matteo Preziosi, il direttore generale Stefano Capozucca, Pino Pagliara, trovato in possesso dei 250 mila euro considerati dai pm Giovanni Arena e Alberto Lari il «corpo del reato» della presunta frode per la gara tra Venezia e Genoa (domani sarà anche il gup ad esprimersi), Michele e Franco Dal Cin che invece dovrà rispondere di alcune intercettazioni. In una, soprattutto, l’ex patron del Venezia (che due mesi fa ha ceduto la proprietà del club lagunare, poi fallito, a Luigi Gallo) direbbe, tra il primo e il secondo tempo dell’ultima sfida di campionato, ad un altro dirigente: «Ma cosa stanno facendo?». All’interrogatorio sarà presente Pappa, che invece ha disertato i precedenti colloqui. Per domani invece è stata inserita una nuova sessione di interrogatori, per la seconda convocazione di quei giocatori che non si sono presentati all’Ufficio Indagini, a cominciare proprio dal portiere Lejsal e dall’attaccante Borgobello, altro «intercettato» durante un colloquio con il dg Capozucca.
Gli avvocati Alfredo e Carlo Biondi non ha dubbi: «Stiamo elaborando una strategia difensiva - spiega Carlo Biondi - per non far valere le intercettazioni telefoniche come prove. Comunque martedì si presenteranno all’Ufficio Indagini della Figc tutti i nostri assistiti per fornire la loro versione dei fatti». E intanto Guidolin sta alla finestra. Sul sito di «datasport» ieri ha dichiarato: «Sono il tecnico di cui si può parlare di meno, visto che non so in quale categoria sarà il Genoa il prossimo anno, ma ho grande fiducia in Preziosi».
Domani proseguirà anche l’inchiesta sul calcio scommesse e dopo Francesco Flachi toccherà a Moris Carrozzieri essere ascoltato a Forte San Giuliano come «persona informata sui fatti».