I killer sterminano una famiglia Cinque morti: un padre e i suoi figli

Vibo ValentiaPer vendicare quella che ritenevano una prepotenza non hanno esitato a sterminare un'intera famiglia. Domenico Fontana, un agricoltore di 61 anni, e i suoi quattro figli, sono stati trucidati tutti insieme, probabilmente per il pascolo abusivo dei loro animali sui terreni dei vicini. Un'imposizione che, secondo gli investigatori, è costata loro la vita, dopo una lunga serie di litigi e scontri con altri agricoltori. Nella tarda serata di ieri si è costituito Ercole Vangeli, 42 anni, che si è autoaccusato di aver ucciso le cinque persone nella masseria a Filandari, in provincia di Vibo Valentia. Vangeli è il proprietario di una masseria che si trova nelle vicinanze di quella in cui è avvenuta la strage. Il movente sarebbe legato a una questione d’interessi. Vangeli avrebbe avuto contrasti con Fontana e i figli in merito alla compravendita di un terreno. Vangeli ha detto di avere agito da solo, ma su questo punto i carabinieri non gli credono anche perché fino a tarda notte hanno fatto accertamenti, ipotizzando che l’uomo possa tentare di coprire la responsabilità di altre persone. L’ipotesi degli investigatori, infatti, è che a sparare siano state almeno due persone visto che sono state usate due pistole diverse e che le vittime si trovavano in posti diversi.
La strage è avvenuta ieri intorno alle 17, davanti alla stalla in cui i cinque ricoveravano gli animali. Per ore, nel corso della notte, un ragazzo romeno che aiutava la famiglia Fontana, ha raccontato ai carabinieri tutto quello che ha visto, nascosto dietro una catasta di legna col terrore di essere scoperto dai «due killer» che sono arrivati e hanno cominciato a fare fuoco. Una preziosissima testimonianza oculare che ha fatto subito imboccare agli investigatori una pista precisa e che ha portato davanti al pm della Procura di Vibo, Michele Sirgiovanni, diverse persone per verificare i loro alibi.
È stata la madre a scoprire la strage: il marito, i figli Pasquale, di 37 anni, Pietro di 36 e Giovanni, di 19, già cadaveri davanti alla stalla. Solo Emilio, di 32 anni, respirava ancora, ma è morto in ambulanza, mentre lo trasportavano d’urgenza in ospedale. A dare l'allarme è stato proprio il bracciante agricolo romeno, che era alle dipendenze della famiglia Fontana e che è riuscito a non farsi vedere dai killer a volto scoperto.
Gli inquirenti sono certi che non si tratti di una strage di 'ndrangheta. Infatti benché tutte e cinque le persone decedute avessero precedenti penali per reati contro il patrimonio, i carabinieri e i magistrati inquirenti ritengono che la loro sanguinaria uccisione non sia collegata alla criminalità organizzata. Nella frazione Scaliti, una zona di campagna molto isolata distante circa 15 chilometri da Vibo, una volta scattato l'allarme, si sono portati i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Vibo Valentia, diretti dal maggiore Vittoria Carrara, che hanno subito avviato le indagini coordinate dal magistrato di turno presso la Procura della Repubblica, che ha disposto l'autopsia sul corpo delle vittime. Sul luogo della strage sono stati recuperati numerosi bossoli sparati da due pistole, una 7,65 ed una 9x21. Gli investigatori contano di chiudere il cerchio sulle indagini già nel corso della notte.