I killer del tabaccaio filmati da una telecamera

Potrebbe essere imminente la cattura degli assassini del trentottenne di Torino accoltellato per aver resistito a un tentativo di rapina

Torino - Non hanno ancora un volto e un nome i due balordi che sabato sera hanno ammazzato con un paio di coltellate Claudio Monetti, il tabaccaio torinese di 38 anni aggredito mentre stava per depositare l’intero incasso della giornata, circa tremila euro, alla cassa continua della banca Sella di corso Orbassano. L’unica certezza è che si tratta di due uomini di carnagione bianca, anche se non è ancora stato possibile chiarire se siano italiani o immigrati dell’Europa dell’Est.

Per tutta la giornata di ieri gli investigatori della squadra mobile di Torino hanno ascoltato i testimoni che sabato sera si trovavano in zona Santa Rita nel momento in cui è avvenuto l’agguato. In particolare, è stato interrogato a lungo un altro tabaccaio che poco prima dell’aggressione potrebbe aver visto in faccia i due assassini. L’uomo, infatti, avrebbe raccontato di aver cacciato dal proprio negozio due ragazzi che avevano preteso del denaro. E potrebbe risultare preziosa anche la testimonianza di un automobilista che faceva benzina al distributore Esso posizionato di fronte alla banca. Sono cinque o sei in tutto le persone ascoltate ieri. Altri elementi utili potrebbero poi arrivare dalle immagini di alcune telecamere di sicurezza presenti nella zona. Gli inquirenti, infine, starebbero indagando anche negli ambienti frequentati dal fratello della vittima, un giovane pregiudicato per reati legati alla droga. In particolare, non si esclude la possibilità che qualche conoscente del fratello di Claudio Monetti possa essere venuto a conoscenza dell’abitudine del tabaccaio di depositare ogni sera l’incasso della giornata alla cassa continua.

Questo ennesimo fatto di sangue ripropone in tutta la sua drammaticità il problema della sicurezza dei tabaccai, ormai sempre più nel mirino dei rapinatori: «Quattro vittime negli ultimi mesi - spiega Giovanni Risso, presidente nazionale della Federazione italiana tabaccai - rappresentano un autentico bollettino di guerra. Siamo ormai stanchi di contare i nostri morti, è ora che lo Stato dimostri di accorgersi del problema. Siamo pronti a scendere in piazza per denunciare il nostro disagio, dal momento che non è ancora arrivato il contributo da noi richiesto per la messa in sicurezza delle 56mila tabaccherie italiane». Duro anche il commento dell’Associazione commercianti, che definisce “morte sul lavoro” l’assassinio di Claudio Monetti: «Il commercio torinese piange oggi la sua ennesima vittima - spiega Maria Luisa Coppa, presidente dell’Ascom torinese -, l’appello lanciato dal Capo dello Stato e dai sindacati in occasione del primo maggio ritengo possa oggi a ragione essere esteso, con tutte le richieste di aiuto e provvedimenti che ne derivano, anche al mondo imprenditoriale. Esprimiamo ancora una volta la nostra totale fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine impegnate sul territorio - conclude il presidente Coppa -, anche se continuiamo a credere e a chiedere che i loro sforzi vadano accompagnati con interventi concreti da parte del governo».