I Länder tedeschi «blindano» Volkswagen

MilanoLa minoranza di blocco non si tocca. Negli affari Volkswagen non si muove foglia che Berlino non voglia. E così, dopo il blitz del Bundesrat (la seconda Camera tedesca composta dai Land), che ha approvato una nuova versione della «legge Volkswagen», l’intero dossier torna sul tavolo del cancelliere, Angela Merkel. Tuttavia, la nuova legge, passata ieri, non cambia nella sostanza il testo della precedente. Anzi, spiana la strada a un nuovo scontro con Bruxelles. Il testo, infatti, prevede il mantenimento del diritto di veto sulle decisioni strategiche di Wolfsburg da parte della Bassa Sassonia, il Land che detiene il 20,3% delle azioni Vw, pari alla minoranza di controllo. La Commissione Ue ha già fatto ricorso contro la Germania davanti alla Corte europea di giustizia per ottenere l’abolizione di questa norma, ma il governo di Berlino è deciso a far valere le proprie ragioni. Nello scorso settembre, infatti, la Merkel aveva ribadito a Wolfsburg, di fronte ai 18mila dipendenti, il sostegno del governo federale alla «legge Volkswagen», sottolineando che l’avrebbe difesa con tutte le sue forze a Bruxelles.
L’irruzione-bis del cancelliere non sarà certo gradita alla Porsche che punta a raggiungere la quota maggioranza in Volkswagen. Porsche Se, che detiene il 42,6% di Vw e si è assicurata un altro 31,5% in opzioni, punta a rafforzare ulteriormente la propria quota nel gruppo il prossimo anno. Il Land della Bassa Sassonia, con il suo 20,3%, ha bloccato la proposta della Casa di Stoccarda di abbassare la soglia dei diritti di voto per le decisioni importanti dall’80% al 75%. L’attuale soglia, infatti, conferisce alla Bassa Sassonia il potere di bloccare ogni possibile piano sull’«Auto del Popolo», ma un portavoce di Porsche ha fatto sapere che «per noi non cambia nulla, vale quel che ha detto il presidente Wendelin Wiedeking nel corso della conferenza di bilancio di mercoledì scorso. In poche parole: stiamo con la Commissione Ue». La risposta di Berlino: «Siamo convinti che, quando si tratta di decisioni sul futuro dell’azienda, il veto debba restare». Intanto, secondo alcuni analisti, Porsche Se, che guadagna più con i derivati che vendendo auto, potrebbe avere dei problemi legati alla strategia sulle option, adottata per la scalata a Volkswagen. Per gli analisti, infatti, «la tattica di Porsche rappresenta un mix pauroso di rischi e vantaggi», fatto che potrebbe costringerla a comprare azioni di Volkswagen (se dovessero calare verso 200 euro), lasciando la Casa di Stoccarda fortemente indebitata. Mercoledì scorso Porsche (ieri -6,5%) aveva annunciato che le sue scommesse sulle opzioni Volkswagen (ieri -4,5%) hanno prodotto un guadagno di 6,83 miliardi nell’ultimo anno finanziario, rispetto a un utile netto di 1 miliardo (vendite auto).