I ladri rubano i trenini gioiello custoditi in stazione a Quinto

Quei trenini erano la loro passione, il loro passatempo quotidiano. Mentre li assemblavano per poi farli correre su un grande plastico su più livelli, si divertivano come bambini. Anche se bambini, i volontari dell’associazione onlus «Expò Trains» di Genova Quinto, non lo sono più da un pezzo. Anzi. Alcuni di loro sono già in pensione da anni.
La storia di questa passione sincera, però, non ha intenerito chi - in una notte ai primi di agosto - ha voluto rubare alcuni di questi locomotori, facendoli sparire dai locali della stazione di Quinto, dove erano custoditi.
Dal 2003. Da quando cioè le Ferrovie hanno concesso due locali della stazione, in stato di semi abbandono, a un drappello di volontari irrequieti, guidati da Mario, pensionato che in passato ha lavorato per Fiat e Ansaldo.
In cambio della promessa di tenere pulita e in ordine l’intera stazione (e, se possibile, di intervenire per aggiustare qualche guasto), i volontari cominciano così a costruire un impianto ferro-modellistico in scala 1 a 87, che è un vero capolavoro. Tanto è vero che il plastico, con oltre cinquecento metri di binario posato, montagne, gallerie, case, omini, una trentina di macchine e quasi altrettanti convogli, comincia ad attirare l’attenzione dei curiosi.
Un video con tanto di musica di accompagnamento («Il plastico di Quinto al Mare»: due minuti e mezzo di immagini di treni che scorrono su binari che si intersecano tra loro) a giugno finisce su You Tube, ed è già cliccatissimo dai tantissimi (e insospettabili) appassionati di questo particolare settore del modellismo, che ne discutono sui forum in Rete. Del caso degli amanti dei trenini della stazione di Quinto si occupa anche «Il Giornale», che dedica loro un intero servizio.
Poi, la favola si interrompe bruscamente. Qualcuno, approfittando di una fessura di una finestra del bagno interno ai locali, nella notte riesce a trafugare i locomotori. E il sospetto, tra i volontari, è che il ladro sia qualche appassionato di modellismo: «Dai riscontri effettuati, chi ha rubato è persona che conosce il sito, poiché ha preso le macchine ferme ai posti di blocco ferme dietro il plastico», spiegano gli associati di Expò Trains. Che, su internet, hanno già messo in rete la descrizione dettagliata del materiale rubato. La loro speranza è che chi lo ha sottratto, prima o poi si decida a metterlo in vendita su qualche asta on line, e che si tradisca.
«Ora siamo in ferie - sottolineano i volontari, riuniti attorno al loro “gioiello” - ma a partire dalla prima domenica di ottobre chiunque potrà visitare nuovamente il nostro plastico».
In autunno si ricomincia, cercando di non pensare più a questo brutto episodio. Perché rubare un gioco a un bimbo è universalmente considerato un atto davvero odioso, ma un gesto del genere è altrettanto antipatico anche se chi subisce il furto un bambino non lo è più da anni. E se magari, proprio grazie a questo gioco-passione, per qualche ora è riuscito a rivivere i bei tempi andati della propria infanzia.