I laser degli stadi? Sequestrati a Chinatown

Fin a quando servivano a infastidire i calciatori al momento di tirare una punizione o un rigore, passi. Poi i soliti «burloni» hanno decisamente esagerato, mettendosi a «giocare» con le cabine di pilotaggio degli aerei in fase di atterraggio. E sono iniziati i sequestri. Ultimo dei quali in un magazzino a Chinatown, dove la Guardia di finanza ha scovato 10mila puntatori laser.
I diabolici oggettini hanno fatto la loro apparizione in Inghilterra nel dicembre del 2007, vittima l’attaccante del Chelsea, Didier Drogba. Pochi giorni dopo a Napoli Domenico Morfeo del Parma viene infastidito da un raggio proveniente dagli spalti, tanto che la squadra emiliana ha protestato con decisione e il Napoli è stato multato. Ma il caso esplode a febbraio 2008 quando i giocatori della nazionale tedesca vengono perseguitati per tutta la gara contro l’Austria da più «laser pointer». Da quel momento la «moda» ha dilagato, contagiando presto, dopo gli stadi, gli aeroporti, nei pressi dei quali si appostano incoscienti che puntano i piloti durante l’atterraggio.
Così è iniziata la caccia al laser. Il 18 gennaio vengono sequestrati 3mila aggeggi a Bari, poi altri 9mila tra Foggia, Milano, Padova e ancora Bari il 4 febbraio. Infine il colpo più grosso ieri in città a Chinatown. Protagonisti le Fiamme gialle che ne hanno scovati ben diecimila nel magazzino di un cittadino cinese, subito denunciato.