I lavori della commissione nel mirino dei Pm di Roma

La Procura chiederà al Senato l’autorizzazione a utilizzare le intercettazioni tra Scaramella e Guzzanti

da Roma

Il lavoro della commissione Mitrokhin e i presunti «dossieraggi» che sarebbero stati compiuti in seno all’organo parlamentare ai danni di esponenti delle istituzioni e politici sono nel mirino della Procura di Roma. La Procura capitolina sarebbe pronta a chiedere alla giunta per le autorizzazioni del Senato di visionare il materiale prodotto dall’organismo parlamentare presieduto nella scorsa legislatura dal senatore Paolo Guzzanti, anche al fine di utilizzare le intercettazioni telefoniche tra l’ex consulente della Mitrokhin, Mario Scaramella, e l’ex presidente della commissione, Paolo Guzzanti, e la richiesta dei «contributi» forniti da Scaramella alla stessa commissione bicamerale.
Potrebbero essere proprio questi i prossimi passi che il procuratore Giovanni Ferrara e il Pm Pietro Saviotti intenderebbero fare nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato l’ex consulente Mario Scaramella per le ipotesi di reato di violazione del segreto d'ufficio e di traffico di armi.
A Piazzale Clodio si mantiene uno strettissimo riserbo sulle indagini in corso, ma appare sempre più probabile che i magistrati intenderebbero rivolgersi alla giunta per le autorizzazioni di Palazzo Madama, per acquisire ulteriori elementi. La richiesta alla giunta del Senato è un passo imprescindibile in quanto nelle intercettazioni, disposte lo scorso anno dalla Procura di Napoli, compare proprio Paolo Guzzanti, senatore eletto in questa legislatura.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’avvocato Guido Calvi, senatore diessino nonché componente della stessa Giunta per le autorizzazioni a procedere di Palazzo Madama. «Auspico - ha detto Calvi - che l’autorizzazione venga concessa e che quindi Guzzanti autorizzi l’uso delle telefonate».
Intanto a Piazzale Clodio si preannuncia nei prossimi giorni una pioggia di querele. Esposti annunciati già nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio Romano Prodi, dal ministro Alfonso Pecoraro Scanio, dal segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto. A questi si è aggiunto ieri il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, che in una nota ha informato di aver già depositato a Piazzale Clodio una querela per far luce sulla vicenda. Gli avvocati delle presunte parti lese, quindi, sono al lavoro e potrebbero formalizzare nei prossimi giorni le denunce annunciate. In questo quadro la procura capitolina aprirà un nuovo fascicolo al riguardo e potrebbe configurare nuove ipotesi di reato, come la calunnia.
Intanto, il legale di Mario Scaramella, l’avvocato Sergio Rastrelli, precisa che Scaramella «non ha ricevuto alcun avviso, ad alcun titolo e in alcuna forma, da parte dell’autorità giudiziaria italiana», per ora sul suo conto indagano soltanto gli inquirenti londinesi.