«I lavori dell’Alta velocità non si fermano»

Ricorso dei Verdi alla commissione Ue: cantieri fuori norma. Casini: «Vogliamo restare un Paese di serie B?»

Antonio Signorini

da Roma

Nessun ripensamento, il governo non rinuncia ai lavori dell’Alta velocità e non prende in considerazione l’ipotesi di un rinvio, nemmeno nella versione minima della tregua per le olimpiadi invernali di Torino. Ma per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è comunque necessario dialogare con i cittadini della Valle di Susa che «la sinistra sta strumentalizzando».
Ad assicurare la prosecuzione dei lavori è stato il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu al termine del consiglio dei ministri che ha deciso l’istituzione di un osservatorio che vigilerà sulla salute degli abitanti della Valle di Susa oltre che sul rispetto dell’ambiente delle zone toccate dalla linea Torino-Lione. «Il Consiglio dei ministri ha confermato il suo impegno a garantire la salute dei cittadini, la tutela dell’ambiente e la legalità» in Val di Susa. «Il governo - ha aggiunto Pisanu - ha confermato la prosecuzione dei lavori che sono destinati a realizzare un’opera di importanza strategica che inserisce il Paese nel più avanzato sistema di trasporto europeo».
Nonostante la conferma della prosecuzione dei lavori sia arrivata dal responsabile del Viminale, il governo non intende affrontare il nodo Tav come un problema di ordine pubblico. Pisanu ha espresso preoccupazione per le proteste e per una situazione «che potrebbe esplodere da un giorno all’altro». Ma il governo non intende criminalizzare le comunità locali. E da Palazzo Chigi sono arrivati segnali concilianti. Lo stesso premier ha sostenuto che la sfida per il governo è «spiegare ai cittadini come stanno realmente le cose. Dobbiamo convincere della bontà dell’opera tutti quei cittadini che contestano, anche in buona fede, che la sinistra sta strumentalizzando».
Adesso la scommessa - confermano ambienti del governo - è capire in che modo informare in modo accurato. Fare luce sui presunti svantaggi e illustrare i reali vantaggi che porterà la nuova ferrovia. Un compito che toccherà anche alla Ltf, la società italo francese che si occupa dell’opera, e anche alle Ferrovie dello stato.
Per ora, di concreto, c’è l’osservatorio permanente per controllare scrupolosamente il rispetto della salute e dell’ecosistema proposto dai ministeri delle Infrastrutture e della Salute. Però l’idea è stata subito bocciata dagli oppositori dell’alta velocità. L’osservatorio? «Una chiave di lettura insignificante, insultante», ha protestato Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana della Bassa di Valle di Susa e uno degli esponenti più ascoltati del fronte anti Tav. I tentativi per bloccare l’apertura dei cantieri continueranno e la prova è il ricorso alla Commissione europea presentato dalla responsabile trasporti dei Verdi Anna Donati nel quale si sostiene che «i lavori avviati a Venaus per la realizzazione della Torino-Lione sono fuori dalle norme Ue».
In realtà, una delle preoccupazioni del governo è proprio quella di rispettare gli impegni europei. Nei giorni scorsi la coordinatrice europea per il Corridoio 5, l'ex commissario ai trasporti Loyola De Palacio, ha chiaramente detto che uno slittamento dei lavori non è gradito a Bruxelles. L’altra preoccupazione di maggioranza ed esecutivo è la stessa espressa dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e ribadita ieri dal presidente della Camera Pier Ferdinando Casini: «Rimanere fuori dalle infrastrutture e restare così un Paese di serie B. È questo che vogliamo?».