I lavori in via delle Fontane inondano il traffico cittadino

Auto in via Balbi e ingorgone certo C’è il rischio di trovare siti archeologici che stoppano i cantieri

Luciano Gandini

Si profila un'estate calda nel centro cittadino e la colpa non è da imputare solamente alle previsioni meteorologiche e ai soliti record delle temperature massime. Sarà una stagione calda anche dal punto di vista della viabilità con importanti novità. Via delle Fontane, infatti, sarà chiusa al traffico per almeno tre mesi a partire dalla prossima settimana. Questo a causa di un cantiere che occuperà longitudinalmente la corsia in discesa. Il traffico che congiungeva piazza della Nunziata con il ponente aveva due valvole di sfogo: una su via delle Fontane e una, solo per alcuni mezzi pubblici e di soccorso, su via Balbi. Sarà via Balbi, che ha una sola corsia a salire, ad accogliere tutto il flusso veicolare. Gli effetti di questi cambiamenti sono già stati sperimentati in zona. Più volte, negli ultimi mesi, per alcune ore via Balbi ha dovuto subire il traffico proprio a causa di improvvise interruzioni al traffico di via delle Fontane e l'ingorgone è stato inevitabile. Sotto scorre il rivo Carbonara che ha fatto esplodere più volte la copertura negli ultimi anni. E il cantiere interesserà proprio questo rivo che scende sottoterra. Il naturale percorso era stato deviato per far passare la metropolitana.
Considerate sia le infiltrazioni visibili nella stazione Darsena della metropolitana, dove la banchina si trova a quasi tredici metri sotto il livello stradale, sia le cantine sempre allagate di alcuni edifici di via Prè, è banale pensare che la deviazione del rivo non fosse sufficiente: «È colpa della risacca - spiegano alcuni commercianti - l'acqua si scontra contro i muri della metropolitana e torna indietro provocando danni». Una situazione complicata che chiuderà nuovamente la piazza di Santa Fede, riaperta solo da alcuni mesi, dopo l'infinito cantiere dell'omonimo complesso, oggi sede di alcuni uffici della circoscrizione. E il rischio miasmi, in piena estate, è altrettanto reale, visto che si dovranno toccare forzatamente anche delle tubature fognarie. E, se non fosse già abbastanza per una zona già martoriata di suo, il rischio incombente che il cantiere possa durare ben più di tre mesi. Solitamente quando si inizia a scavare nel centro storico è facile incappare in qualche bene archelogico e in zona Banchi per i lavori del rio Sant'Anna sanno bene cos'hanno dovuto sopportare e cosa dovranno ancora subire. Alcuni studi effettuali dalla Soprinentenza qualche anno fa ci dicono che ci troviamo a monte del tracciato viario romano ricalcato da via Pré e non lontano dalla necropoli paleocristiana di Santa Sabina. In epoca romana-tardoantica datano i primi interventi degli uomini, consistenti nel taglio del versante e nella creazione di una massicciata forse connessa ad un sistema di terrazzamenti. A partire dal tardo medioevo in zona arrivano le propaggini dell'urbanizzazione del litorale. E visto che di rivo si tratta, in qualche modo si doveva pur passare da una sponda all'altra. E visto che finora un ponte non si è ancora trovato, potrebbe essere la volta buona, anche se tutti fanno già gli scongiuri ben sapendo cosa potrebbe causare questa eventuale scoperta. Basterà l'estate e le vacanze dei genovesi lontani dalla loro città ad evitare gli ingorghi cittadini?