«I lavori per l’evento non saranno precari»

Comune e sindacati alleati per l’Expo. Dopo i rappresentanti cittadini di Cgil, Cisl e Uil, che il 25 luglio avevano firmato a Palazzo Marino un accordo di collaborazione per la candidatura, ieri alla Farnesina a Roma anche i segretari nazionali Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, davanti agli ispettori del Bie, hanno dato la «benedizione» al memorandum. Al tavolo, il sindaco Letizia Moratti e l’assessore al Lavoro e formazione Andrea Mascaretti, che lo definisce «un grandissimo risultato».
Un elemento in più per convincere i Paesi aderenti al Bie a votare Milano invece di Smirne?
«Certamente, e lo sostengono anche gli ispettori. Chi investirà sull’evento ingenti risorse vuole garanzie di costi idonei, cantieri sicuri, competenze adeguate da parte dei lavoratori. Tutti elementi garantiti dal memorandum, prodotto insieme ai sindacati. Se il 31 marzo Milano si aggiudicherà l’Esposizione del 2015, diventerà un protocollo d’intesa vero e proprio. Per ora, fa già parte integrante della documentazione fornita per la candidatura ad Expo».
Ci sono precedenti italiani?
«I sindacati hanno riferito ai membri del Bie gli esempi del Giubileo e delle Olimpiadi invernali a Torino, due eventi di portata mondiale che, grazie all’accordo tra Comune e sindacati, si sono potuti svolgere garantendo regolarmente i servizi pubblici, le cure sanitarie, senza scioperi a sorpresa».
L’Expo porterebbe anche 70mila nuovi posti di lavoro. Chi protesta in piazza dice che saranno precari, in nero, con cantieri a rischio...
«E sbaglia. Perchè l’intesa prevede controlli sulla sicurezza dei cantieri e stiamo cercando gli strumenti idonei per garantire la formazione e la ricollocazione dei lavoratori anche dopo l’evento».