«I lavori a Villa Certosa sono stati regolari»

da Milano

I lavori nella villa estiva di Silvio Berlusconi a Porto Rotondo sono regolari. È questo il risultato delle indagini condotte dalla polizia giudiziaria su Villa Certosa, contenuto in una relazione inviata al Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Valerio Cicalò. Dalla documentazione consegnata in Procura emergerebbe dunque la conferma di quanto ha sostenuto fin dall’inizio l’avvocato e parlamentare di Forza Italia Niccolò Ghedini: quei lavori a Porto Rotondo sono stati eseguiti dietro autorizzazione.
L’ispezione a Villa Certosa, autorizzata dallo stesso Berlusconi nonostante sull’immobile vigesse il segreto di Stato in quanto residenza del primo ministro, era nata in seguito a un servizio televisivo trasmesso dall’emittente locale Cinquestelle Sardegna. Alcune riprese da un elicottero evidenziavano la presenza di un Belvedere sul Golfo di Marinella: una piccola collina di circa dieci metri di altezza, con ulivi secolari appena piantati. La magistratura avanzò l’ipotesi che quella piattaforma di quattrocento metri di circonferenza, con al centro la riproduzione della Rosa dei venti, non fosse regolare perché in conflitto con le rigide norme paesaggistiche regionali. Le ispezioni a villa Certosa iniziarono lo scorso 8 maggio, quando i dirigenti del Servizio di vigilanza edilizia, inviati dall’assessore regionale dell’urbanistica, entrarono nella residenza estiva di Berlusconi per il sopralluogo, accompagnati dall’avvocato Ghedini, da alcuni ispettori del Corpo di vigilanza ambientale e dai tecnici dell’ufficio anti-abusi del Comune di Olbia.
L’ispezione diede vita a un corposo fascicolo, che da ieri è in mano al procuratore Cicalò. Nel dossier ci sono fotografie aeree, autorizzazioni, relazioni dei tecnici. Tra queste anche quella rilasciata dall’Ufficio tutela del paesaggio della Regione il 12 luglio 2005, che definisce quelle opere «perfettamente inserite nel contesto naturale», e quella rilasciata dal settore tecnico del comune di Olbia il 18 gennaio di quest’anno che autorizzava la sistemazione esterna con pavimento in granito, e la realizzazione di una serra e una tettoia amovibile in legno. Secondo i tecnici, dunque, il nuovo Belvedere di villa Certosa rientra nella sistemazione esterna della serra, e rientra tra gli «interventi di riqualificazione e recupero ambientale di un’area degradata».