i lettori ci scrivono

2VERSO IL PDL
Quante idee si cambiano

nel mondo della politica
Caro dottor Lussana finalmente sono riuscito a comprendere quanto i quotidiani riportano giornalmente. Occorrerebbe un Pdl individuale ritagliato su misura per ognuno di noi ed ognuno di noi dovrebbe esserne il Presidente. Sarebbero necessari alcuni milioni di Pdl, simili ma diversi, dandoci modo di appagare l’italica passione per la Scienza del Governo. Incarico retribuito lautamente ma solo per appagare la passione.
Non voglio rivangare ma neanche dimenticare ed ogni tanto mi diverte cercare vecchi giornali e leggerne gli articoli e mi piacerebbe aprire una piccolissima parentesi iniziando da una intervista rilasciata il 16 luglio 2007 dal futuro Presidente della Camera (avete notato come facciano cambiare umore alcune seggiole?) al quotidiano «Libero» nella quale proclamava: «La casa delle Libertà è stata demolita da Silvio Berlusconi. Un sistema di alleanze alternative al Pd e all’Unione è possibile con o senza il demolitore. Impossibile, invece un ritorno all’ovile perché sono il presidente di An, non una pecora...». «...Il Cavaliere ha fatto tutto da se: ha messo in piedi i circoli della Brambilla, poi ha creato il suo partito. Ora noi dovremmo bussare alla sua porta con il cappello in mano? Non siamo postulanti. I progetti si fanno insieme» e via di questo passo. Vi fu poi il «Predellino Day» del 18 novembre 2007 quando uno spazientito Berlusconi inventando il Popolo delle Libertà fece rabbrividire i quaquaraquà della politica che, non avendo mai lavorato e non sapendo cosa fosse una qualsivoglia attività operativa, temettero di doversi iscriversi alle liste di collocamento al lavoro.
Il giorno 17 dicembre 2007 il Giornale pubblicò un titolone «Ultima chiamata per Fini» e Fini, per non fare la fine di Casini e sapendo che andando da solo sarebbe stato trombato (ed abbandonato dai suoi già confluiti nel Pdl), aderì all’iniziativa di Berlusconi. Per il resto si sa com’è andata. Noi affollammo i gazebo e proclamammo all’unanimità Berlusconi Presidente. Gli altri, i soliti altri, continuarono a contrastare il lavoro del Berlusca. Adesso tentano di spiegarci cosa non sarà il «Popolo della Libertà» e dicono: «Non sarà Dc, non sarà Pli, non sarà Psi, non sarà questo, non sarà quello», ma tutte queste baggianate noi Pdl dei Gazebo le sappiamo.
Grazie dottor Lussana e grazie alla redazione tutta (se non altro perché mi sopportate).
Enea Petretto
2TROPPI SCIOPERI

In pochi a ledere

i nostri diritti
Cari Amici de il Giornale di Genova,
venerdì il centro di Genova blocato; ieri i binari della stazione Brignole; domani chissà cosa; tutto sempre ad opera di ex-lavoratori che protestano per presunti tagli alle loro pensioni; rispetto i diritti degli altri, naturalmente, ma gli altri devono rispettare i miei, e mi debbono quindi consentire di muovermi liberamente per ogni dove. Mi chiedo come sia possibile che le varie autorità preposte alla gestione della cosa pubblica, dalla prefetta al questore alla sindaca e via discorrendo, consentano che pochi ledano impunemente i diritti di tanti.
Cordialmente.
2RITARDI
Gronda? Se ne parli

con i figli di Farello
La Turco ha «commesso un errore» sugli immigrati ed ha cambiato idea. I «Rossi», negli anni 70, scioperavano contro l'autosole. Epifani «ci ha ripensato» e sciopera per difendere accordi sindacali per la cui firma Cofferati fu costretto a dimettersi...
Invece che discutere di opzioni zero e gronde con Farello, Nesci & Compagni, non si potrebbe già iniziare a parlarne con i loro figli?
Marco Marchionni
2LA «CANIMANIA»
I cani non sono giocattoli

ma animali da curare
Ancora un bimbo morto ed un altro quasi, in fin di vita invece una turista tedesca, tutti aggrediti da cani. Sono le recenti ultime vittime dell'amico dell'uomo.
Oramai, con una cadenza non dico giornaliera ma di certo settimanale, si apprende dell'azzannamento di qualcuno da parte di cani. Il più delle volte si tratta di bambini, i più indifesi, anche se neppure i grandi possono tanto difendersi da questi attacchi a sorpresa del cosiddetto «amico dell'uomo». E ritorna il vecchio ritornello: non aveva mai dato segni di aggressività, non è colpa del cane, è colpa dell'uomo. Sarà pur vero, ma è altrettanto vero che se la loro presenza non fosse così folta - si dice che fra cani e gatti il patrio suolo ne ospiti quindici milioni - il numero delle vittime sarebbe inferiore.
Da alcuni anni a questa parte è stata fatta una politica di favoreggiamento per una diffusione massiccia di questi animali, «crescete e moltiplicatevi», una vera campagna promozionale favorendone l'acquisizione in tutti i modi. In che modo? Anzitutto abolendone la tassa, prima esistente: anziché raddoppiarne l'importo è stata tolta del tutto. E qui a Genova c'è per cani e gatti l'ambulanza proprio come per una persona e il cane può viaggiare gratis sul bus. E può entrare dappertutto, dal macellaio alla farmacia, dalla banca al panettiere. È diventato un vero status symbol ma dal quale magari liberarsi, quando il simbolo non serve più. Ecco allora scattare l'adozione a distanza, ecco le varie iniziative «pro-Fido». E la canimania divenuta moda, dilaga.
A chiusura mi rammento di una affermazione della nera Serafina di razza Bantù nostra ospite in un tempo passato, che vedendo una signora con in braccio un cane dichiarò con trasporto: «no cane, bimbo in braccio!». Quale lezione, lei che proveniva dalla foresta! Mentre noi che ci consideriamo civili tanto per incoraggiarne la diffusione, assistiamo in uno spettacolo televisivo molto seguito com'è «Striscia la Notizia» a svariati ripetuti sdolcinamenti dei due conduttori ad un paio di codesti animali. Mah!!
Giuseppe Torazza
2AMORE SACRO, AMOR PROFANO
Genova si interroga

sul Gay Pride
«Gay pride» ovvero amore sacro e amor profano. Nella bellissima «Bocca di rosa» De André cantò il coraggio di un prete che porta in prima fila il Santissimo e la puttana.
C’è un prete a Genova benedice i bassi perché siamo tutti esseri umani. Il gotha spostando il «gay pride» perde una scommessa forse è solo paura di un confronto, di una scelta?
Mario Sciacca