I lettori scrivono al Giornale"Il Fisco sempre più spietatoci condanna alla fame..."

Continuiamo a pubblicare le numerose segnalazioni ricevute sino ad ora. Se anche la tua azienda è in credito con lo Stato, che tarda a pagare, lscia un commenta o scrivi un'email a: <strong><a href="mailto:segnala@ilgiornale.it" target="_blank">segnala@ilgiornale.it</a></strong>

ESATTORI «PAZZI»
Anziché concederci le rate ci hanno sequestrato tutto
Nel 2008 mi arriva una cartella Equitalia, chiedo la rateizzazione, non me la concedono, il commercialista fa ricorso. Ma nel 2009 una mattina si presentano in tre al mio negozio (gestito con mio marito per 30 anni) e sequestrano parte della merce in vendita. Con i nostri risparmi riacquistiamo la merce e loro tornano e sequestrano tutto, anche i crediti da riscuotere. Abbiamo dovuto chiudere. Abbiamo poi riaperto, perché a 57 anni che altro vuoi fare? Con la crisi, stiamo peggio di prima. Chiuderemo di nuovo, licenzieremo i dipendenti e moriremo di fame. Ecco dove ci ha portato Equitalia. Clara (Pescara)

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LA LETTERA DI UN TASSISTA
Cosa c’è dietro la svolta delle liberalizzazioni?
Questa è la lettera di un «appestato» di professione tassista. Da quando si è insediato senza alcun titolo il governo dei banchieri la mia categoria viene trattata come la peggiore malattia della Storia. La Marcegaglia ha dichiarato che con la manovra Monti pagavano tutti tranne le lobby, tra cui spiccava quella dei tassisti. Ricordo alla presidente di Confindustria che ho una casa sulla quale pago il mutuo e da oggi dovrò pagarci pure una tassa. Gli squali della finanza a cui fa gola il nostro settore vorrebbero liberalizzarlo, fare incetta di licenze per poi mettere alla guida delle auto dei disgraziati che pagherebbero con un tozzo di pane attraverso le cooperative sociali create da loro. E il costo dei taxi salirebbe. In Italia col settore taxi ci vivono 60mila famiglie: a chi gioverebbe una liberalizzazione? Sicuramente a chi ha già distrutto altri settori affamando i piccoli e impadronendosi del mercato.
Tiziano Barchielli (Uritaxi Firenze)

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CIECA INFLESSIBILITÀ
C’è chi ha tentato il suicidio ma Equitalia non molla
In seguito a errore giudiziario un nostro iscritto dovette vendere la sua azienda. Venne poi sanzionato da Equitalia. Ridotto a dormire in un furgone, dopo un mese tentò il suicidio. Salvato, ma sempre perseguitato da Equitalia, ritentò il suicidio. Oggi vive con la spada di Damocle di Equitalia sulla testa. C’è anche dell’altro, ma credo che questo perverso intreccio di malagiustizia, magistrati impuniti e sistema di esazione che travalica il limite della protervia criminale possa bastare. Le prove sono disponibili a chi voglia studiare questo caso.
Marcello Sanna - Comitato nazionale «Cittadini per la giustizia»

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CONTROSENSI
Mi devono un rimborso ma mandano tasse
Ho ereditato una società che esportava prodotti artigianali italiani. Volevo chiuderla ma sono stato trattenuto: era in attesa di un rimborso Iva. Dopo aver pagato le tasse e fermato ogni attività (non è il mio mestiere) ho ricevuto la comunicazione che il rimborso Iva non era più dovuto, essendo la società rimasta inattiva. Nel frattempo sono arrivate incomprensibili tasse da pagare. Devo spararmi? Cercherò di comprare una pistola.
Giampiero Santarossa


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FISCO DA INCUBO
Un ritardo incolpevole genera strozzinaggio
Siamo una ditta di Martinsicuro, Teramo: abbiamo pagato puntualmente entro il termine previsto (31.01.2010) all’AIPA, autorizzata dal nostro Comune alla riscossione dei tributi, 1900 euro come tassa per la pubblicità sui nostri camion. Ma la somma è stata accreditata con valuta 01.02.2010. Ventiquattr’ore dopo ci è stata data una multa per ritardato pagamento di 550 euro. Possiamo definire il tutto strozzinaggio? L’AIPA, ovviamente, dice di aver ragione.
Ditta Di Battista

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DISOCCUPATI & MAZZIATI
Lo Stato mette a rischio la mia sopravvivenza
Vorrei segnalarvi che lo Stato Italiano sta pagando le indennità di disoccupazione con circa 50-60 giorni di ritardo sui tempi previsti. Che quelli rimasti senza lavoro debbano vivere temporaneamente con un’indennità che lo Stato paga quando vuole è semplicemente vergognoso.  Giuseppe Cesarano