I lettori da tutto il mondo: ecco i trucchi contro il Polo

20 PESOS A VOTO
Vivo a Buenos Aires da circa due anni. Durante le votazioni degli italiani all’Estero abbiamo assistito a un vero scandalo e, per l’esattezza, a una vera truffa da parte di alcuni candidati che hanno fatto di tutto. Voti comprati per strada per 20 pesos, migliaia di schede che non sono arrivate ai destinatari e che comunque è risultato abbiano votato, candidati che hanno usato gli uffici italiani per riunire connazionali e fatti votare tutti insieme... Altro che voto degli italiani all’Estero, questa è stata la truffa degli italiani all’Estero.
Soledad
PRIVACY VIOLATA
Vivo in Lussemburgo da 44 anni, voglio citare un evento che mi ha lasciato il dubbio di «combine amministrativa» e violazione della privacy. Prima delle elezioni ho trovato nella posta una busta indirizzata a mia figlia, contenente materiale di propaganda per i candidati dei residenti all’Estero dell’Ulivo e dell’Unione. Visto che mia figlia è cittadina lussemburghese, sono rimasto sorpreso. Alcuni giorni dopo nella posta ho trovato altra propaganda dell’Unione spedita dall’Italia, e una busta contenente il certificato e la scheda elettorale per Camera a nome di mia figlia. So che in Italia la privacy è molto protetta, allora mi chiedo: come mai soltanto i signori dell’Unione sono venuti in possesso del mio indirizzo per inviare propaganda a mia figlia?
C’È UN ALTRO FILMATO
Sono un testimone diretto dei brogli elettorali. Personalmente ho girato un filmato a Bruxelles e che ho dato a Striscia la notizia. Sono anche stato invitato a dichiarare la mia testimonianza alla Questura di Roma. Il caso è alle mani del vice Questore Lionetti. Per motivi di salute non sono ancora andato a Roma per essere ascoltato. La sinistra in Belgio si è mossa come i lupi affamati, sono andati in giro dalle famiglie per raccogliere le buste spedite dai Consolati, hanno persino pagato delle persone per farlo.
Sebastiano Scandereberg
HA VOTATO 5 VOLTE
Nei giorni scorsi un italiano residente all’estero, precisamente in Belgio, ha confessato a mio padre che in occasione delle elezioni del 9 aprile ha espresso con un’unica tessera elettorale ben cinque voti personali! In parole povere questa persona ha assicurato di essere andata a votare ben cinque volte con una tessera e un unico documento.
Francesco Giuseppe Furia
NULLA OSTA IN RITARDO
Vivo in Florida e non ho mai ricevuto la scheda per votare. Motivo? Mi è stato riferito dal Consolato di Miami che il nulla osta proveniente dal comune di Gubbio (nota roccaforte rossa) è arrivato con 2 giorni di ritardo! E cioè troppo tardi per poter votare! La stessa cosa è successa a un mio amico... E guarda caso siamo entrambi iscritti a Forza Italia! Mi è anche stato detto che la richiesta del nulla osta è stata fatta alcuni mesi fa. Tutto questo è vergognoso!
Graziano Fumaria
MAI RICEVUTO NIENTE
Sono un ingegnere Italiano residente in Francia e iscritto all’Aire presso il Consolato generale di Lione. Avevo deciso di esercitare il diritto al voto per le Politiche del 2006, ma qualcuno, forse, ha ritenuto che era meglio non votassi. Nonostante l’Ufficio elettorale del Consolato generale mi avesse confermato di essere in possesso dei miei dati per l’invio del plico elettorale presso il mio domicilio, non ho ricevuto alcuna lettera. C’è qualcuno che ha votato al posto mio? Il voto per corrispondenza, essendo anonimo, potrebbe permettere a chiunque venga in possesso delle suddette schede di sostituirmi nell’indicazione delle preferenze elettorali.
Carlo La Rocca
NON C’ERA ALCUN TIMBRO
Sono da poco residente in Slovenia, e come cittadino residente all’Estero ho votato per corrispondenza inoltrata al Consolato italiano di Capodistria. Mi tormenta il fatto che le schede elettorali che mi sono state recapitate non fossero né timbrate né firmate da alcuna sezione, presidente e/o scrutatore alcuno.
Giuliano Graf
QUEI NOMI SBAGLIATI
Scrivo per segnalare un fatto quanto mai curioso capitato a due miei amici che abitano in Virginia. In occasione delle recenti elezioni si sono visti recapitare le schede elettorali con nomi diversi rispetto ai loro e, rivoltisi all’Ambasciata italiana di competenza (quella di Filadelfia), si sono sentiti rispondere che ormai non c’era più nulla da fare e non avrebbero più potuto votare. Dal tono della conversazione che hanno avuto col funzionario dell’Ambasciata si sono convinti che i loro nomi e cognomi erano ben conosciuti e che lo scambio delle generalità avrebbe potuto essere intenzionale. Ad ogni modo hanno conservato le ormai inutili schede elettorali, qualora questo fatto fosse capitato anche ad altri italiani con residenza all’estero.
Roberto Ghiretti
UN VOTO «CONTO TERZI»
Come hanno votato gli italiani all’Estero? Le schede sono state inviate per posta, abbandonate nelle portinerie o nelle cassette all’aperto. Quando ho ritirato le mie potevo prenderne altre 5, votare e rispedirle. Se alle cinque persone non fosse interessato votare finiva lì, se avessero reclamato il consolato avrebbe dato dei duplicati e avrebbero potuto votare. Ammesso che siano stati controllati i codici, quale scheda hanno annullato? La fasulla o la veritiera? Ci sono famiglie intere che non essendo nel luogo di residenza hanno incaricato gli amici di fare le 4 croci e di rinviare ai consolati i plichi. Naturalmente gli amici hanno messo le croci dove hanno voluto.
Franco La Mura
LE SCHEDE? ESAURITE!
Durante i giorni delle elezioni mi trovavo in Etiopia. Ho provato grande sconcerto quando ho appreso dai tantissimi amici italiani residenti, e per certo poco simpatizzanti verso la coalizione guidata da Prodi, che la stragrande maggioranza di loro non ha avuto la possibilità di votare! La giustificazione dell’Ambasciata? Un laconico «abbiamo esaurito le schede». I miei amici hanno giustamente protestato e scritto agli «uffici competenti», che hanno risposto con il silenzio. Il pensiero che serpeggia nelle loro menti è che le schede siano state precompilate e spedite in Italia.
Riccardo Rossetti
I MANIFESTI DI PRODI
In Argentina, a Buenos Aires, mia mamma e mia cognata non hanno ricevuto le schede per votare, e loro avrebbero votato per la Casa delle libertà. Nemmeno mio marito ha potuto votare, perché si trovava in Cina. A Buenos Aires hanno fatto feste e pubblicità di ogni tipo a favore di Prodi per molto tempo, le strade erano tappezzate dalla sua faccia.
Liliana Silenzi
HANNO VOTATO I MORTI
Che ci siano stati brogli, non si mette in dubbio. In casa nostra abbiamo l’esempio. Nostro figlio abita a Los Angeles da molti anni ed è regolarmente registrato al Consolato. Questa volta ha ricevuto il plico per votare sia in Messico che a Los Angeles! Essendo al di fuori della politica italiana ha preferito non votare e ha strappato il plico americano, ma io ho tenuto quello messicano, ricevendo pure a suo nome la propaganda dell’Unione. Strano, vero? So anche di deceduti che hanno ricevuto il plico e di familiari che hanno ugualmente riempito le schede.
Paola e Piero Donati
PRESSIONI NEL CONSOLATO
In Finlandia un amico può testimoniare di aver ricevuto pressioni per votare Prodi persino all’interno del Consolato.
Anna Mori
UNIONE O NIENTE
Conversando con una professoressa di San Paolo del Brasile, la stessa mi ha riferito che per votare le sono state consegnate due schede e due nominativi (uno per il Senato e uno per la Camera) entrambi dell’Unione, quindi senza possibilità di scelta, e lo stato di confusione era tale che non esistevano alternative.
Gian
SISTEMA FALLACE
Anch’io ho votato all’Estero. Mi è parsa una grande conquista, ma mi sono resa conto della fallacità del sistema. Il plico elettorale è giunto senza alcuna ricevuta. Chiunque avrebbe potuto aprirlo e votare al posto nostro. Mi è stata anche recapitata due volte dall’Unione una pubblicità delatrice contro la Casa delle libertà.
Denia Mazzola
IL «SANTINO» DI BAUDO
Ha pienamente ragione Silvio Berlusconi quando afferma che ci sono state delle irregolarità. Non tutti i connazionali residenti all’Estero e aventi diritto al voto hanno ricevuto il plico elettorale. Mia figlia e mia moglie, pur essendo iscritti all’Aire, come molti miei conoscenti e amici non hanno avuto alcuna comunicazione. Inoltre non riesco ancora a spiegarmi come il plico elettorale spedito dai Consolati ai connazionali sia pervenuto insieme a un pieghevole dell’Unione di Prodi, con delle foto di Sabrina Ferilli, Renzo Arbore, Pippo Baudo (personaggi molto conosciuti dagli emigrati che trascorrono molte ore davanti alla tv satellitare italiana) che invitano a votale per l’Unione.
Andrea de Nitto