I libri della Berio hanno fatto la muffa

Avete voglia di leggere il primissimo romanzo di Giovanni Verga «I carbonari della montagna»? State scrivendo la vostra tesi di laurea e avete bisogno di consultare un libro sulle incisioni di Durer o più semplicemente sareste curiosi di sapere che cosa pensava Norberto Bobbio del socialismo e Indro Montanelli di Dante Alighieri? Rassegnatevi, a Genova non c'è modo di appagare necessità e sfizi di questo tipo. La Biblioteca Civica Berio ha chiuso, infatti, da settembre i propri magazzini e, cosa ancor più grave, a oggi nessuno è in grado di dire quando li potrà riaprire.
Il motivo? Agenti patogeni della carta, ossia muffe, si sono impadroniti dei tre piani interrati del complesso pubblico di via del Seminario e hanno costretto la Direzione a chiudere a chiave 150.000 volumi novecenteschi sul totale di oltre 350.000 opere ospitate dalla struttura.
All'origine dell'emergenza, spiega una fonte della Biblioteca stessa, c'è un grave guasto all'impianto di condizionamento, verificatosi l'estate scorsa, che ha risparmiato le opere a libera consultazione e quelle più preziose, conservate con particolare cura, ma che ha provocato un pericoloso aumento di umidità e temperatura tra gli scaffali dei fondi.
L'inconveniente, capitato ormai mesi fa, non spiega però da solo perché la cittadinanza non possa ancora avere accesso a una parte consistente del proprio patrimonio librario. «Per la sicurezza degli utenti e la buona conservazione dei libri c'è bisogno di una seria bonifica e affinché sia davvero utile deve essere preceduta da un potenziamento dell'impianto di condizionamento in grado di scongiurare ulteriori problemi - dicono in Berio - tutto questo purtroppo, però, non dipende da noi». Si attende, insomma, che il Comune decida chi e come debba installare nuovi condizionatori e poi che una ditta specializzata asciughi e spolveri tutti i volumi interessati (che, pare, non hanno comunque subito danni irreparabili). Così, a intuito, sembra essere questione di mesi, più che di settimane o giorni. E allora, nel frattempo, come si fa? Qualche piccolo cartello informa gli avventori del problema e il personale della biblioteca è pronto ad aiutare, appoggiandosi ad altre strutture, i lettori più esigenti che del magazzino non possono proprio fare a meno; sul sito nel quale è possibile consultare da casa il catalogo dei libri, però, non c'è alcun avviso e così capita che qualcuno scopra soltanto alla richiesta del volume il grave deficit di servizio, e si alteri.
Altro che oasi di silenzio, la Berio rischia di diventare il regno di rabbia e pazienza.