I libri di Isbn sono sempre più «special»: vincono l'Award per la miglior copertina

Gli «Special Books» della casa editrice milanese Isbn vincono l'European Design Award per la miglior grafica nella copertina di un libro. Un progetto che mira a utilizzare la copertina per comunicare direttamente con il lettore la trama o l'incipit del testo

Al suo primo compleanno, subito un regalo: l'European Design Award, ovvero l'Oscar europeo per le migliori copertine di libri del 2011. Giornate di festa in casa Isbn, la casa editrice milanese diretta da Massimo Coppola. Il riconoscimento, assegnato sabato in Lituania, è una medaglia e soprattutto un riconoscimento del fatto che la grafica editoriale italiana sta vivendo un ottimo momento, soprattutto per quanto riguarda le case a vocazione più sperimentale.
Era l'aprile del 2010 quando, in vista al Salone del Libro di Torino, la grafica Alice Beniero lanciava una nuova collana, profondamente anglosassone, soprattutto a livello grafico: gli «Special Books». Sette titoli l'anno in uscita, a partire da «I corpi neri» di Shannon Burke», passando per «Toxic» dell'islandese Hallgrimur Helgason e arrivando a «Io sono febbraio» di Shane Jones.
Ma cosa rende così particolari e moderni questi libri «special»? «Tutta la superficie del libro è un pretesto per raccontare, mescolare testo e immagine, per portare il contenuto fuori dalle righe - spiega Alice Beniero -. L'obiettivo è portare in copertina più informazioni possibile sul libro. Si tratta infatti di un'evoluzione della linea editoriale classica con una nuova forma che vuole essere raffinata, inconfondibile, e al tempo stesso molto narrativa». Tradotto: il testo inizia direttamente in copertina, con una resa grafica che unisce l'iconicità del fumetto e il taglio sensazionalistico dei tabloid: «Gli Special Books sono un progetto a sé. Ecco perché abbiamo deciso di creare un elemento grafico diversificato, per parlare al lettore attraverso una forma di comunicazione diretta - spiega l'art director -: dichiarare in copertina lo sviluppo della storia, ammiccando ai media e ai supporti visivi che useremmo nel quotidiano per raccontare un determinato evento».