I libri riscaldano l’intelligenza e i corpi

Cristina Crippa porta in scena la pièce scritta da Amélie Nothomb De Capitani e Accordino i protagonisti principali dello spettacolo

Sotto i bombardamenti, una città è dilaniata dalle fiamme. Sotto le sue stesse macerie, è sepolta la civiltà millenaria dell'uomo. E l'urlo disperato dell'uomo è soffocato da un lungo, gelido inverno. A partire da questa sera Cristina Crippa porterà Libri da ardere (spettacolo scritto dall'autrice belga Amélie Nothomb) sul palcoscenico del Teatro dell'Elfo.
Una città. Forse in un non troppo lontano Paese dell'Est europeo. Ancora in piedi, la casa di un illustre professore di letteratura, interpretato dal bravissimo Elio De Capitani che, con un tono volutamente sopra le righe, porta in scena un personaggio vile, cinico e pieno di sé. Con lui vivono, sotto lo stesso tetto, il suo assistente, un giovane idealista di nome Daniel interpretato da Corrado Accordino, e la bella Marina, allieva del professore e amante di turno dell'assistente interpretata da Elena Russo Arman.
Il freddo domina la scena. In lui la capacità di paralizzare, di annullare ogni desiderio che non sia legato ad un pur minimo innalzamento della propria temperatura corporea. È Marina, fragile sotto l'apparente spregiudicatezza, a soffrirne di più. L'allieva del professore è, infatti, magra e anoressica, come anoressica è stata anche l'autrice dello spettacolo che, quando frequentava la Université Libre de Bruxelles, non si sentiva molto a suo agio, aveva spesso freddo e si recava, per scaldarsi, nella biblioteca universitaria. Stretta dalla morsa del gelo, Marina si vede costretta a "soccombere" alla barbarie della guerra.
Sotto i bombardamenti, è proprio lei a proporre per prima l'utilizzo della fornita biblioteca del professore come combustibile. Libri da ardere per alimentare, giorno dopo giorno, la stufa e scaldare le stanze di una casa paralizzata da un inverno freddissimo. All'inizio si tratta quasi di un gioco. Un po' intellettuale. Un complicato "distinguo" tra buona e cattiva letteratura. Ma alla fine, giunti all'ultimo romanzo sopravvissuto, non sono più le qualità letterarie ad avere importanza.
E il libro rivela tutta la sua valenza simbolica. Rappresenta ciò che più l'essere umano identifica con la sua stessa natura di essere umano: il linguaggio, la comunicazione, la capacità di raccontare e ricordare, la voglia di sognare e immaginare insieme ad altri esseri umani.
Libri da ardere
Teatro dell’Elfo, ore 20.45, info 02-26681166, ingresso 19 e 13 euro