I liguri malati dovranno pagare 16 milioni

In Liguria arriva «il farmaco di Stato» e chi non lo vuole dovrà pagare. Mentre il governo Prodi introduce nuovi ticket sanitari, la giunta regionale ligure di centro-sinistra inventa «contro ogni evidenza scientifica», dicono i medici, un sistema per recuperare in breve circa 16 milioni di euro. Come? Prendendoli direttamente dalle tasche dei cittadini malati, quelli affetti da una patologia che li perseguita da anni. Oggi è il mal di stomaco, domani sarà il colesterolo alto. A dare l'allarme sono i medici di medicina generale, che dal primo febbrario si trovano costretti a spiegare ai propri pazienti che la medicina solita non è più passata dal servizio sanitario nazionale, ma in farmacia bisognerà pagare una differenza: da 5 a 13 euro a confezione.
«Tra i farmaci maggiormente consumati in Liguria ci sono i cosiddetti "inibitori di pompa", quelli che vengono prescritti per curare distrubi dell'apparato digerente, come il riflusso gastroesofageo o l'ulcera - spiega Angelo Canepa, tra i vertici liguri della Fimmg, federazione dei medici di medicina generale -. Ebbene, la Regione Liguria ha deciso che dallo scorso primo febbraio dei cinque principi attivi diversi tra loro che venivano prescritti per questo tipo di patologia, solo uno sarà concesso gratuitamente, gli altri quattro, a cui fanno riferimento una ventina di farmaci diversi, no». Qui, è evidente, non si tratta della differenza di scatola e prezzo tra un farmaco di marca e uno generico. Quest'ultimo deve avere per legge lo stesso principio attivo nell'identita quantità (che varia tra l'80 e il 120 per cento) e la differenza può essere solo negli eccipienti. «Qui stiamo parlando di molecole diverse, ma la Regione, d'imperio, ha deciso che quanto stabilito dal ministero e dagli organismi scientifici internazionali non ha valore - continua Canepa -, e ha ordinato il "farmaco di Stato". Chi non lo vuole paghi. Ma io come medico non ho più la libertà di scegliere come curare i miei pazienti? Come faccio a spiegare loro che devono pagare?». E a pagare saranno in tanti visto che sembra che la Regione abbia calcolato di risparmiare grazie a questa delibera circa 16 milioni di euro. La differenza va da 5 a 13 euro al mese per due confezioni (le scatole contengono 14 pastiglie). Dal primo febbraio - come spiega anche Stefano Benetti, presidente di categoria dei farmacisti genovesi - la differenza «va pagata sui farmaci a base di omeprazolo (Omeprazen, Antra, Losec, Mepral), di pantoprazolo (Pantorc, Peptazol, Pantecta, Pantopan), di rabeprazolo (Pariet), esomeprazolo (Axagon, Esopral, Lucen, Nexiun). La specialità completamente gratuita è il lansoprazolo. Ma le differenze tra uno e l'altro sono notevoli».
«Sappiamo che per la Regione è soltanto il primo passo - spiega Canepa - il prossimo sembra quello di riservare lo stesso trattamento alle statine per il colesterolo. E possiamo immaginare quante altre migliaia di malati si andranno a colpire». Ma non basta. La scure del risparmio sta per abbattersi anche sui rimborsi alla pubbliche assistenze. «La spesa della Regione è di una ventina di milioni di euro all'anno - continua il medico -, e solo in Liguria l'ambulanza viene usata anche per trasferimenti di tipo sociale pagati dalla Regione. Adesso ci hanno detto che sono i medici a fare le prescrizioni per chi potrà usarla e chi no. Io mi chiedo: perché non si prendono loro la responsabilità di negare a un cittadino un servizio fino ad oggi concesso?».