«I limiti? Inutili e pericolosi Basta con le leggi impulsive»

Inutili e pericolosi. Loris Casadei, presidente di Unrae, l’unione dei rappresentanti degli autoveicoli esteri in Italia, boccia su tutta la linea i nuovi limiti di velocità anti smog. E chiede una politica di respiro nazionale, «altrimenti non si concluderà mai nulla e si produrranno solo disagi alla gente».
Casadei, andare a 70 all’ora aiuterà a ridurre i gas di scarico o no?
«Non servirà a nulla. E per di più sarà anche pericoloso».
Addirittura pericoloso?
«Certe strade seguono un flusso naturale di scorrimento. Le auto che rispettano i nuovi limiti a 70 all’ora anziché a 90 rischiano di trovarsi alle spalle tir che incalzano con il clacson a tutto spiano. E così aumenta la possibilità di incidenti».
Ma ci saranno vari controlli.
«I controlli? Voglio proprio vedere come sarà possibile far rispettare i limiti».
Però è stato calcolato che moderando la velocità si può abbassare il Pm10 del 20%.
«Dipende dalle auto. Perché imporre i limiti anche alle auto a metano che non inquinano? Allora sarebbe stato più serio lasciar perdere i nuovi limiti di velocità e vietare nelle strade provinciali e nelle tangenziali la circolazione solo agli Euro 0-1 e 2, che inquinano dieci volte rispetto alle auto di oggi e riproporre una politica di incentivi per cambiare l’auto».
Mi sembra di capire che i divieti anti smog non la convincano un granché.
«È come se fossimo tornati nel 1930 quando a Roma c’era l’obbligo di circolare sulla corsia di destra e a Frascati a sinistra. Ognuno legiferava da sé mandando in confusione gli automobilisti».
Quindi reputa inutili i provvedimenti locali?
«Non c’è un minimo di coordinamento. Ci sono solo misure parziali scollegate una dall’altra. Sono provvedimenti di natura impulsiva, giusto per dire che si è fatto qualcosa».
Ma c’è una città in cui sono state prese decisioni che la convincono un po’ di più rispetto alle altre?
«No. Milano fa in un modo, Padova in un altro. Bergamo, Brescia e Treviso in altri ancora. Così si crea solo tanto disorientamento senza ottenere risultati veri».
Prendersela con il traffico non basta?
«Non si ha il coraggio di toccare le fabbriche, di affrontare sul serio il problema caldaie».
Chiede anche lei una legge anti inquinamento nazionale?
«Sì, il governo ha il dovere di dare delle indicazioni ben chiare sulla direzione da prendere nelle politiche anti smog. Vogliamo un tavolo con la commissione Trasporti per affrontare il problema del traffico e dell’inquinamento».
In attesa di regole nazionali, cosa propone per far fronte all’emergenza?
«Abbiamo commissionato uno studio sul traffico di Milano a un’università austriaca. E ne è emerso che un lavaggio delle strade ben fatto ogni giorno sia molto più efficace di provvedimenti tipo Ecopass».
Quindi reputa chiusa l’epoca dei divieti?
«I risultati sono stati pochi».
Immagino bocci anche i blocchi domenicali del traffico.
«Se lei mi chiede un parere sull’estensione delle isole pedonali nel centro delle città, le rispondo che sono d’accordo. Favoriscono la socializzazione e una cultura nuova. Ma contro lo smog i blocchi non servono proprio a nulla».