I luoghi magici sulle orme dei Pink Floyd

«Another brick in the wall» cantavano i Pink Floyd. Sì, un altro mattone si aggiungeva sul muro di difesa dal mondo del protagonista nell'album. Il muro dell'incomunicabilità alla fine crollava e il mito cresceva.
Alfredo Marziano e Mark Worden hanno ricostruito, attraverso una dettagliata cartografia, un viaggio da effettuare sul campo - per chi vuole fare una vacanza diversa dal solito - nel fantastico mondo del gruppo inglese in «Floydspotting. Guida alla geografia dei Pink Floyd » (Giunti Editore, 240 pagine, 18 euro).
Un insolito itinerario attraverso città, locali, scuole, negozi e abitazioni che hanno caratterizzato la vita, la carriera e la musica della leggendaria rock band. Nell'introduzione Marziano scrive «Armati di appunti, mappe,machina fotografica e voyeuristica curiosità siamo partiti per un safari tra Cambridge e Londra, i punti cardinali della boscaglia Floyd».
In totale 117 tappe alla scoperta dei luoghi cari a Syd Barrett, Roger Waters, Dave Gilmour, Nick Mason e Rick Wright, con schede informative accompagnate da foto, cartine geografiche, notizie, cenni storici e aneddoti spesso ricavati attraverso interviste con amici, colleghi e concittadini dei Fab Five.
Il volume ripercorre, come un vero e proprio pellegrinaggio, i luoghi magici del rock e guida i viaggiatori passo a passo. La centrale elettrica su cui volò il maiale gonfiabile di Animals; il prato dove pascolava la mucca Lulubelle III di Atom Heart Mother; il giardino della copertina di Ummagumma, e la spiaggia dove vennero allineati 800 letti di A Momentary Lapse Of Reason.