I maestri liberali non hanno tradito Ma ora tocca agli allievi continuare

Prosegue il nostro dibattito sul liberalismo italiano, nato dall’articolo di Vittorio Macioce pubblicato lunedì scorso. «Cari maestri liberali, toccherebbe a voi. Ma che fine avete fatto?»: questo era il titolo, motivato dalla crisi planetaria del mercato e dal silenzio di chi il mercato ha sempre difeso. L’altroieri Dario Antiseri ha spiegato la propria posizione, e quella di altri «maestri» chiamati in causa, puntando il dito contro le amnesie e la superficialità dei politici di professione. E affermando che «difendere il mercato esige un rigore ascetico». Ieri è intervenuto il senatore Marcello Pera, chiarendo perché secondo lui il liberalismo è vincente proprio in quanto rifugge dalle egemonie. Oggi interviene, invece, una delle nuove leve del liberalismo del nostro Paese: Alberto Mingardi