I maestri del Sumo si sfidano al Crespi

Gli olandesi hanno chiamato per dire che verranno volentieri ma sperano in un banchetto finale degno della cucina italiana. Gli irlandesi contano di esserci, devono solo chiudere la trattativa con lo sponsor, una marca di pannolini (viva l'autoironia). Nel frattempo, però, è già confermata la presenza degli atleti di una decina di Paesi: dalla Germania alla Polonia, dagli Stati Uniti all'Inghilterra, dall'Estonia alla Norvegia. Appuntamento a Milano il 30 settembre prossimo, quando il centro sportivo Crespi di via Valvassori Peroni 48, ospiterà la prima riunione internazionale di sumo sportivo organizzata in Italia. Presenti, naturalmente, anche gli azzurri. Mancano otto mesi ma l'organizzazione richiede tempo e, magari, la generosa collaborazione di qualche sponsor. La caccia è già aperta, se ne occupa l'ideatore del meeting, Fausto Gobbi, nazionale italiano di questa disciplina, che ha patria in Giappone ma è ormai diffusa in tutto il mondo - e praticata anche a Milano, non necessariamente a livello agonistico, al Judo Club di via Bassini 26 - come sport da combattimento. Si tratta di una variante sciolta dai legami religiosi, tradizionali, culturali del Sol Levante, aperta anche alle donne, divisa in varie categorie di peso (fino a 80 kg la più leggera per gli uomini, fino a 65 per le donne) e capace di convincere persino i cultori del fitness. L'obiettivo è portare a Milano per il 30 settembre anche un gruppo di lottatori giapponesi e le trattative sono già avviate.