I maghi del vento spiegano perché hanno sbagliato

da Valencia

Ormai quella parola sul video dello schermo della sala stampa è un ritornello: «Postponement...», cioè rinvio. Prima giri gli occhi verso il porto, vedi qualche bandiera muoversi, poi guardi lo schermo pieno di speranza e... Nulla c'è lei, la paroletta magica.
Nei primi giorni si credeva alla casualità dell'evento. Dopo una settimana di rinvii la domanda diretta che viene rivolta ad Ac Management è «perché avete scelto Valencia?». La risposta di Michel Bonnefous o Michel Hogara è sempre «le statistiche ci danno ragione».
I meteorologi dei sindacati non sono però del tutto concordi con questa visione ottimistica. Hamish Wilcox, l'uomo della pioggia di Luna Rossa, dice: «Valencia può essere considerata un posto abbastanza ventoso, ma solo ottobre e aprile fanno eccezione. Il vento è debole. In queste settimane la situazione è peggiorata perché è piovuto molto, la terra è bagnata e fatica a scaldarsi. Questo impedisce l'attivazione dei regimi di brezza termica abituali».
Dunque la statistica segnala venti deboli e il caso, se così si può dire, ha peggiorato la situazione. Solo da giovedì, cioè dopodomani, si dovrebbe rientrare in un regime credibile di brezza. Dice Andrew Horton, del pozzetto di Luna Rossa: «In questi giorni è molto difficile scegliere la parte buona del campo di regata, perché c'è una bolla di aria fredda alta un metro sopra l'acqua, così il vento non soffia sulla superficie del mare e neanche dall'alto si riesce a leggere le raffiche, perché non muove l'acqua. È incredibile, in barca senti il vento su tutto il corpo tranne che sulle caviglie».
Lavoro difficile per gli uomini che salgono sull'albero, a scrutare la superficie del mare per capire dove sia meglio navigare. Il direttore di regata, funzione vissuta con una certa autonomia da Ac Management per l'esperienza del personaggio, il navigato Dyer Jones, ha riconosciuto che gli sfidanti non vogliono regatare in condizioni instabili. «Tutti puntano a vincere - ha detto - ma nessuno vorrebbe farlo giocando a dadi. Questo è il principio base del Comitato di Regata che cerca di fare le migliori regate possibili. I challenger hanno indicato un range di vento da 7 a 23 nodi e noi rispettiamo queste indicazioni anche perché crediamo siano le migliori. Nel 1977 ricordo che ci sono voluti undici giorni per completare tre prove, eravamo a Newport».
In realtà nei giorni scorsi si è fatto, sotto la pressione del programma che incombe, qualche sconto al limite inferiore. Alcune prove non hanno rispettato le previsioni della vigilia. Ogni sindacato ha una sua struttura meteo, perché le previsioni su direzione e intensità del vento sono fondamentali per impostare le regate, scegliere le vele, gli assetti delle barche.
Una iniziativa dell'organizzazione è stata di mettere in acqua ventuno boe di rilevamento i cui dati sono a disposizione dei sindacati e servono alle previsioni sul microclima locale. Questo ha ridotto di molto il traffico di gommoni che ogni mattina partiva all'alba per «mappare» il campo di regata. Sono solo due per team e di solito si portano agli estremi per capire e aiutare il tattico a scoprire da dove arriverà il primo shift, il primo salto di vento. I più bravi hanno anche imparato a cogliere una serie di eventi premonitori locali, che indicano un cambio di direzione del vento. Si cerca di codificare quello che per molti velisti è intuito e talento.