I magistrati contro il ddl Mastella La giunta dell'Anm si è dimessa

In segno di protesta contro la riforma dell'ordinamento giudiziario che domani approda al Senato si dimette il vertice del sindacato delle toghe. Decisione sullo sciopero rinviata al 10 luglio

Roma - I magistrati, almeno per ora, non scelgono la via dello sciopero contro il ddl di riforma dell’ordinamento giudiziario, approvato qualche ora fa dalla commissione giustizia del Senato e che da domani passerà all’esame dell’aula. Un testo sul quale comunque il "parlamentino" dell’Anm esprime una "valutazione fortemente critica", giudicandolo in diversi passaggi "inaccettabile": proprio per segnare il "dissenso" e in segno di protesta si dimette la giunta del sindacato delle toghe. Ma un’eventuale astensione dalle udienze dei magistrati non tramonta: la decisione è rinviata di una settimana, a martedì prossimo, quando il comitato direttivo centrale dell’Anm tornerà a riunirsi per valutare l’evolversi del cammino parlamentare del ddl Mastella.

Il timore è che al Senato possano essere introdotti elementi "ulteriormente peggiorativi" e in quel caso proclamare lo sciopero potrebbe diventare inevitabile. Ma la soluzione trovata oggi, dopo oltre 4 ore di dibattito al sesto piano del palazzaccio di piazza Cavour, ha di fatto spaccato il sindacato delle toghe. I più intransigenti sono stati i rappresentanti di magistratura indipendente i quali hanno presentato una mozione che chiedeva l’immediata proclamazione dello sciopero per il 16 luglio. Documento che è stato però respinto. Ma l’esigenza di ricorrere alla protesta estrema è stata segnalata anche dai colleghi del movimento per la giustizia e di articolo 3. Uno schieramento che alla fine non è riuscito ad avere la meglio su quello di maggioranza composto dai gruppi di unicost e magistratura democratica che, seppure con sfumature diverse, erano convinti che proclamare oggi l’astensione dalle udienze avrebbe comportato problemi organizzativi visto il periodo, oltre a rivelarsi per alcuni versi anche controproducente.