«I magistrati hanno capito che è malata»

Non è il delitto di un normale criminale né un raptus, ma un atto efferato, freddo, lucido, calcolato e dovuto a una gravissima malattia mentale: tanto che i giudici hanno dimezzato la pena. È quanto ha sostenuto ieri lo psichiatra Massimo Fagioli, al termine di una lezione all’università di Chieti. «Alla base di atti così efferati compiuti da persone normali c’è l’anaffettività dovuta alla pulsione di annullamento che, a sua volta, porta all’anaffettività, per cui un bambino può esser buttato come un telefonino: tanto, come il telefonino si può ricomprare, così un bambino si può sempre rifare». Finiti nel vortice anaffettività-pulsione di annullamento, piano piano «si fa il vuoto affettivo totale» conclude lo psichiatra.