«I magistrati a senso unico contro il Pdl»

Roma«Premetto una cosa: letto il fondo di Sallusti lo sottoscrivo in pieno: il via libera all’arresto di Papa e Milanese mi trova contrario».
Amedeo Laboccetta, parlamentare Pdl e componente della commissione Antimafia, commenta le richieste di custodia cautelare arrivate da Napoli alla giunta di Montecitorio. E punta l’indice su un altro nome, rimasto a margine delle inchieste partenopee. «Rispetto tutte le inchieste dei pm napoletani - spiega - anche quelle che non mi piacciono, ma alcune cose vanno rimarcate con forza, altrimenti la gente non crede più a nessuno e finisce che vincono i De Magistris».
Quindi lei è per respingere le richieste d’arresto?
«Sì, come Pdl faremo benissimo a dire di no, non ci sono i presupposti per la custodia cautelare. Detto questo, non possiamo avallare disdicevoli comportamenti di qualche parlamentare».
A chi si riferisce?
«Diciamo che dagli atti mi pare che il modo di comportarsi di Papa sia disdicevole, e lo dico io che pure per primo ho presentato, mesi fa, un’interpellanza urgente che contestava i metodi di indagine di Woodcock. Sia chiaro, non mi ergo a moralista e non lo sono, nulla mi scandalizza, ma vi è un limite all’immoralità».
Limite superato?
«Direi ampiamente superato da alcuni deputati. Non voglio fare la guerra a Woodcock né a Piscitelli, semmai sono certi pm che muovono guerra alla politica, ma proprio perché sono uno dei pochi che si legge tutte le carte giudiziarie che arrivano alla Camera, voglio precisare qualcosa».
Di che cosa parla?
«La cosa che mi ha più colpito è lo strano trattamento di riguardo riservato a un deputato dipietrista, amico personale di Marco Travaglio, frequentemente intervistato nel programma della Gabanelli su RaiTre, presente nell’indagine su Milanese».
Francesco Barbato.
«Sì. Uno che tuona e strepita in piazza e in Aula, accreditandosi come unico parlamentare rigoroso e onesto. Ebbene, dalla lettura attenta delle carte emerge chiaramente che Barbato è stato duramente accusato da Viscione, lo stesso che tira in ballo Milanese, per il quale i pm chiedono l’arresto. Questo signore ha chiesto danaro promettendo coperture, garanzie, millantando potere in virtù del suo ruolo in commissione Finanze, e paventando la sua influenza sull’Isvap. Constato che con Milanese è stata usata la mano pesante e con Barbato nemmeno uno scappellotto. Eppure se è reato ricevere doni o viaggi, credo che lo sia anche chiedere soldi e vantaggi professionali, come emerge dagli atti per Barbato».
Che però non è indagato.
«Ma se Viscione è attendibile per Milanese, perché i pm non hanno agito nei confronti di Barbato? Mi occuperò della questione in commissione Antimafia. E vorrei sfidare Di Pietro, che chiede manette per tutti, a prendere posizione su questo punto. Ripeto. Per me Sallusti ha ragione, non voglio l’arresto per nessuno: si vada a processo e si chiarisca tutto lì. Ma Barbato, questo signore che si atteggia a moralista, a dar retta alle carte dei pm è un furfantello di periferia. Aspetto di sapere che cosa risponde Di Pietro sul suo deputato».