«I magistrati smettano di fare politica»

Mantovano: «Va garantita la governabilità e il funzionamento delle istituzioni, senza condizionamenti da parte di certe toghe»

da Roma

Sottosegretario Alfredo Mantovano, Lodo Schifani bis, norme sospendi-processi: il governo-Berlusconi ha paura della magistratura?
«Il governo deve poter governare e non può essere condizionato da una parte della magistratura e dall’Anm, che vogliono fare opposizione politica più ancora della minoranza parlamentare. Le anticipazioni sul presunto parere del Csm sulle norme sospendi-processi non hanno la caratteristica di “voce dal sen fuggita” e lo conferma il fatto che la rettifica è arrivata solo dopo 24 ore e che c’è stato bisogno dell’intervento del presidente Giorgio Napolitano».
Per questo si vuole riproporre lo scudo per le massime cariche dello Stato e di sospendere-processi come quello di Milano al premier?
«È inutile nascondere come stanno le cose: bisogna giocare a carte scoperte. In tutt’e due i provvedimenti viene tenuta presente la necessità di garantire la governabilità. Una riedizione del Lodo Schifani è necessaria, ma i tempi sono lunghi soprattutto se si sceglie la via della revisione costituzionale e uno degli effetti delle norme sospendi-processi è quello di consentire di avere il tempo di approvare il provvedimento».
C’è tanta urgenza?
«Bisogna tener conto che abbiamo i rifiuti nelle strade di Napoli, che la criminalità va combattuta in Calabria come a Castel Volturno, che c’è una stagione di contrattazione da avviare. E si è visto in Campania per i rifiuti come la magistratura può fermare l’azione del governo, quando alcune toghe hanno bloccato le discariche. Noi diciamo no a questo tipo d’interdizione e lo facciamo con norme che non hanno nulla di scandaloso: il Lodo Schifani è certamente un provvedimento di buon senso e di equilibrio, simile a quello di altre nazioni europee e non serve a favorire Tizio o Caio, bensì a consentire il funzionamento delle istituzioni. E per le norme sospendi-processi è già stato ricordato che 10 anni fa è stato approvato un provvedimento analogo da un governo guidato da Prodi, con un ministro della Giustizia che si chiamava Flick, quando fu istituito il giudice unico. Perché allora nessuno si è stracciato le vesti?».
Però la Consulta nel 2004 ha bocciato il Lodo Schifani.
«Ma non ne ha messo in discussione la logica di fondo. Vanno fatte le modifiche sulle parti indicate dalla Corte, a partire dal numero dei soggetti interessati, dalla durata dello scudo cui va posto un limite e dalla sua rinunciabilità».
Si torna a qualcosa di simile all’immunità parlamentare?
«È completamente diverso. Quella bloccava i processi per tutti i deputati e senatori, aveva una sua logica ma era molto estesa e si prestava alla polemica anti-Casta. Qui, invece, si tratta solo delle massime cariche».
Per l’Anm sospendere 100mila processi lede i diritti dei cittadini.
«E perché non si preoccupa, invece, del fatto che per reati di più di 6 anni fa ancora non c’è una sentenza di primo grado? Inevitabilmente, interverrà la prescrizione. Con le nuove norme, almeno, le vittime non dovranno aspettare la fine del processo, ma potranno rivalersi subito in sede civile».