«I malati trattati da turisti di serie B dalle ferrovie francesi e italiane»

«Il pellegrino non è un turista di serie B. Non deve tornare deluso e deve avere servizi di qualità, non soltanto in relazione al trasporto e all’albergo, ma anche come assistenza pastorale». Con questa filosofia il bresciano Giovanni Sesana, presidente di Brevivet, ha reso la sua organizzazione la prima per i pellegrinaggi italiani a Lourdes in aereo. Brevivet ha portato qui 25mila persone nel 2007 e per l’anno del giubileo prevede di superare i 30mila. Uno dei pellegrinaggi «storici» del gruppo di Sesana è quello chiamato «la nostra famiglia», a maggio, per le famiglie. Il pellegrinaggio in treno è invece organizzato da Unitalsi e Oftal: è l’unico possibile per i malati. «Abbiamo problemi sia con Trenitalia sia con le ferrovie francesi – racconta al Giornale don Luciano Mainini, del Segretariato italiano pellegrinaggi – i convogli vengono fermati per ore o vengono fatti partire ad orari impossibili per persone ammalate».