I «mali di Roma», atti d’accusa a Veltroni

Marcello Viaggio

Entra nel vivo la campagna elettorale di Forza Italia a Roma. Per oggi il coordinamento romano degli azzurri ha organizzato la Conferenza programmatica dal titolo «I Mali di Roma». Alla convention, in programma dalle ore 10 alle 19, si prevede una larghissima affluenza di iscritti e simpatizzanti. L’appuntamento è all’Eur, all’Hotel dei Congressi, in viale Shakespeare 29. Presiede l’assemblea il coordinatore cittadino Giampaolo Sodano. Relatori l’economista Maurizio Baravelli, l’ingegner Pietro Samperi e Cristiano Kustermann. Sono annunciati gli interventi dell’europarlamentare Antonio Tajani, del Sottosegretario Mario Pescante, del senatore Cesare Previti, della coordinatrice regionale Beatrice Lorenzin, di Alfredo Antoniozzi, Giorgio Simeoni, Pasquale De Luca, Pierluigi Borghini, Raffaele D’Ambrosio, Gianni Sammarco, Fabio De Lillo, Giuseppe Failla e del direttore de L’Opinione Arturo Diaconale.
Per Sodano i veri mali della città, quelli che più determinano la cattiva qualità della vita dei romani, si riassumono in tre atti d’accusa contro la giunta Veltroni. «Il primo è il cattivo uso che l’amministrazione fa del territorio - dice -. La congestione del traffico rende Roma una città inquinata e sporca. Con 77 auto ogni 100 abitanti, la capitale ha in assoluto il più alto indice di motorizzazione in Italia. È il frutto negativo delle scelte sbagliate delle giunte di centro-sinistra. Si ricorre all’auto perché manca un’alternativa. Il modello di sviluppo del centro-sinistra a Roma è un modello sbagliato, perché basato non su delle scelte, ma sulla contrattazione. Con i costruttori, con le forze sindacali, con gli ambientalisti e così via. Ma così, dando ragione a tutti, la città si è ridotta al collasso».
Il secondo grande male della città, per Sodano, è l’uso distorto delle risorse finanziarie del Comune: «Il sindaco Veltroni lamenta sempre che la carenza di risorse è colpa del governo Berlusconi. È chiaramente un atteggiamento strumentale, non potendo sprecare più di quello che già spreca, accusa Berlusconi di non dargli altri denari. E dire che di risorse finanziarie il Comune di Roma ne avrebbe tantissime. Purtroppo le usa male. I soldi dati ai consulenti, ad esempio, sono soldi sprecati, perché il loro lavoro lo potrebbero fare benissimo i dirigenti del Comune». Il terzo male di Roma, per il coordinatore di Forza Italia, è il mancato decentramento: «La scelta di accentrare tutti i poteri nella giunta comunale e nei Dipartimenti, senza dare alcuno spazio decisionale ai Municipi, è un altro grande errore di Veltroni. Una grande metropoli, gli esempi all’estero sono innumerevoli, si governa solo attraverso il decentramento dei servizi e delle risorse». Il risultato di questo malgoverno? «È sotto gli occhi di tutti. Quando si afferma, come fa D’Alema, che Veltroni è uno statista che ha individuato un modello di governo addirittura buono per essere esportato, si dice una grossolana bugia. La qualità della vita a Roma è pessima. E c’è un altro motivo di fondo. A livello nazionale il governo procede verso la privatizzazione delle aziende pubbliche, liberalizzando il mercato. A livello locale le giunte di centrosinistra fanno l’esatto contrario. A Roma in particolare il sistema economico è distorto, senza mercato, perché tutto accentrato nelle mani delle aziende pubbliche: Acea, Ama, Farmacap. Il risultato è un pessimo servizio ai cittadini e un alto costo per la collettività». Veltroni, però, tira sempre dritto, come se non ci fossero mai problemi. «Perché, in pubblico, deve mostrare di andare d’accordo con la sinistra di D’Erme, con il Vaticano, con i sindacati... Il sindaco dice sempre tutto ed il contrario di tutto. Da una parte sostiene che per assegnare le case bisogna essere nella legalità, dall’altra accetta le okkupazioni. Così accontenta sia quelli che stanno nelle graduatorie ma non trovano la casa perché okkupata, sia quelli che la okkupano. Ma così è il caos. Governare vuol dire scegliere, mentre Veltroni non sceglie mai».