I manager affossa-banche ancora all’incasso

Hanno portato il mondo al collasso, sono stati salvati dallo Stato eppure i banchieri di Wall Street e della City continuano a incassare premi per milioni di dollari. E non basta l’indignazione dell’opinione pubblica a indurli a un comportamento perlomeno più dignitoso. Continuano come prima; anzi più di prima perché il loro spirito non è autenticamente capitalista, ma è quello di una casta arrogante, autoreferenziale e terribilmente sfacciata. E perché temono che l’era d’oro stia per terminare.
Ascoltano i discorsi di Obama, che limiterà a 500mila dollari gli stipendi dei manager delle aziende salvate dallo Stato, captano segnali analoghi dalle capitali europee e arraffano precipitosamente. Il New York Times ci ha informati dei 18,5 miliardi di dollari versati ai manager degli istituti di credito Usa; la stampa svizzera ha svelato i due miliardi di franchi svizzeri stanziati dalla disastrata Ubs; l’altro ieri il Times ha smascherato la Royal Bank of Scotland, di fatto nazionalizzata, che intende distribuire bonus per centinaia di milioni di sterline.
E ieri, sempre il Times, ne ha colte sul fatto altre due: Lloyds Banking Group e Barclays, anche queste salvate dallo Stato. «Dobbiamo premiare i responsabili dei dipartimenti che, nonostante l’anno terribile, hanno prodotto utili ed evitare che passino alla concorrenza, indebolendo ulteriormente i nostri istituti», spiegano, all’unisono, i portavoce delle banche. E se fosse davvero così, non ci sarebbe nulla di scandaloso. Anzi.
Il problema è che oltre ai gestori capaci (pochi, peraltro), vengono premiati anche quelli che hanno generato il disastro. Sì, la maggior parte dei premi è distribuita a pioggia oppure sulla base di accordi assurdi. Ad esempio quello di Richard Pym, che guadagna 750mila sterline all’anno per guidare la Bradford & Bingley, altra banca nazionalizzata, e che il prossimo mese incasserà 140mila sterline e in luglio altre 187mila, indipendentemente dai risultati ottenuti; perché così prevede una clausola del suo contratto, firmato prima del tracollo dell’istituto. Insomma, che faccia bene o male (e l’anno scorso ha fatto malissimo) il signor Pym incasserà oltre un milione di sterline (pari a un milione e centomila euro circa).
Lloyds si appresta a staccare assegni per centinaia di milioni di sterline, ma che dire della Barclays? Lo scorso ottobre assunse otto dirigenti della Lehman Brothers, garantendo contratti individuali tra i 10 e i 25 milioni di dollari all’anno. Allora la banca britannica sembrava una delle poche in salute, ma era un’illusione e quando, poche settimane fa, è stata sul punto di fallire, lo Stato ha dovuto soccorrerla. Eppure lunedì pagherà bonus per 2,5 miliardi di dollari ai propri dipendenti e agli otto Paperoni ex Lehman. Ancora una volta con i fondi gentilmente elargiti dal contribuente britannico, che è sempre più arrabbiato e ritiene che questo non sia capitalismo, bensì un furto legalizzato.
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