I manager a cinque zeri di Veltroni

L’ex sindaco lascia in eredità compensi fino a 300mila euro per presidenti e ad delle municipalizzate

Compensi a cinque zeri per i manager di Walter Veltroni a Roma. 300mila euro la retribuzione annua lorda di Fabiano Fabiani, presidente dell’Acea spa; 200mila quella di Andrea Mangoni, ad della stessa azienda. Un po’ meno, 116mila euro, prendono Carlo Grimaldi e Giuseppe Labarile, presidenti di Roma Multiservizi e Gemma spa. Poi Chicco Testa (presidente Romametropolitane, 87.866 euro), Raffaele Morese (presidente Trambus, 93.724 euro), Raffaele Ranucci (ad Trambus, 82.008 euro), Giovanni Hermanin (presidente Ama, 93.724 euro), Ivana Della Portella (Zetema, 75.494 euro), Vincenzo Puro (Risorse per Roma, 82.008 euro), Tommaso Di Tanno (Assicurazioni Roma, 82.008 euro). Al compenso fisso, nel caso di Fabiani, Mangoni, Testa, Morese, Ranucci, Grimaldi, Hermanin, Puro e Di Tanno, «può aggiungersi un’ulteriore retribuzione variabile connessa a specifici obiettivi conseguiti». Il tutto è nero su bianco, all'indirizzo web www.comune.roma.it/was/repository/ContentManagement/information/N892423698/compensi%20amministratori.pdf. La data, quella del 31 gennaio 2008. Il totale due milioni e mezzo, bouns esclusi.
Ma a fare scalpore non sono solo i super-stipendi. Nell’elenco figurano le retribuzioni davvero magre di Stefano Bianchi (Met.Ro, 12.500 euro lordi all’anno) e Paolo Toppi (Fiera di Roma, 15mila euro). Il consigliere del Car Giuseppe Biscari si accontenta di un gettone di presenza di 250 euro. Fulvio Vento e Gioacchino Gabbuti, rispettivamente presidente e amministratore delegato dell’Atac, non percepiscono neppure un centesimo.
Il caso più eclatante è senza dubbio quello di Fabiani: 300mila euro. «La paga minima del numero uno dell’Acea supera di quasi 30mila euro il limite imposto dalla manovra di bilancio 2008 dello Stato - scrive Alessandro Potenza sull’agenzia Il Velino -. La Finanziaria di quest’anno stabilisce infatti un tetto massimo pari al compenso del primo presidente della Corte di Cassazione, circa 274mila euro». Con gli eventuali bonus potrebbe superare la soglia anche Mangoni.
Quello di Fabiani non sarebbe, peraltro, un caso isolato. Secondo il Sole 24 Ore, ricorda Il Velino, alcune figure al di sopra del limite retributivo «sarebbero già state individuate» negli organigrammi di altre aziende capitoline. I nomi che si fanno, negli ambienti bene informati, sarebbero proprio quelli di Vento e Gabbuti, a zero come amministratori, ma non come dirigenti. Quanto? Chissà. A certi presidentissimi che oltrepassano il tetto della Finanziaria, però, il commissario del Comune di Roma, Morcone, avrebbe già scritto e auspicato un «gesto spontaneo di responsabilità». Basterà?