I maosti entrano nel governo in Nepal

Katmandu - Svolta storica in Nepal che oggi ha aperto le porte del Parlamento ai ribelli maoisti, mettendo fine a 10 anni di guerra civile e instabilità. In virtù degli accordi di pace siglati lo scorso 21 novembre con i sette partiti governativi, l'assemblea ha approvato all'unanimità una nuova costituzione transitoria che prevede l'assegnazione ai maoisti di 83 seggi sul totale di 330 nel Parlamento ad interim. Il nuovo testo della costituzione revoca definitivamente tutti i poteri esecutivi al re Gyanendra. Per la prima volta nella storia del regno himalayano, i maoisti si apprestano a prendere parte ad un governo d'unità nazionale. «È una vittoria della democrazia sul sistema autocratica feudale», ha commentato il vicepremier Amick Sherchan. La riammissione nel processo politico degli ex guerriglieri è una tappa fondamentale d'avvicinamento alle elezioni dell'Assemblea costituente, previste in estate, la quale deciderà se abolire o meno la monarchia. La guerra civile, iniziata nel 1996 dai maoisti per instaurare una repubblica popolare, ha provocato oltre 12.500 morti.