I Marlene Kuntz stupiscono sempre

Ed è l’inizio poderoso di Paolo si sente spaesato a dare la misura della rabbia che ribolle nel nuovo cd dei Marlene Kuntz, il loro ottavo, forse quello più complesso e riuscito. Già, succede raramente: il titolo del disco, Ricoveri virtuali e sexy solitudini, ne è il manifesto e tutti i testi, oltre che le musiche con la loro altalena, seguono l’urlo disperato di questa band talvolta nascosta nella realtà cosiddetta alternative ma clamorosamente apprezzata anche all’estero (ad esempio Nick Cave è un buon amico del cantante Cristiano Godano). E c’è da capirlo: dalle allusioni all’erotismo autarchico di Orizzonti fino al senso di rivalsa sparso tra le righe di Un piacere speciale si srotola un disco che a qualche involuzione testuale risponde con l’energia delle idee (e poi quando c’è la produzione artistica di Howie B, basta la parola).