I «martelli» italiani conquistano la finale

Serbia sconfitta 3-2. Tifosi in delirio. E stasera a Roma l’Italia del volley sfida la Russia per la supremazia europea

Marcello Castaldi

da Roma

Una gara vinta, poi persa, poi riagguantata e portata a casa dopo una partita splendida e per cuori assolutamente forti. L'Italia va in finale, ritrova la Russia (stasera ore 21 diretta su Raidue) dopo aver mostrato tutto il suo valore di fronte ad una Serbia mai doma.
All'inizio Italia subito avanti di qualche lunghezza, ma è a metà frazione che gli azzurri prendono il volo: una grande battuta e soprattutto la capacità del muro di contenere Miljkovic, spediscono gli azzurri sul 12-6. Il muro azzurro è decisivo, in battuta usiamo la spada e il fioretto, con battute forti alternate ad altre controllate che mettono in grande difficoltà la ricezione serba e quando Miljkovic cerca di suonare la carica, il nostro muro diventa un'autentica diga che porta l'Italia sempre più lontano sino al 24-15: alla prima palla set, l'Italia chiude sul 25-15. Troppo bello per essere vero e alla ripresa delle ostilità, lo spartito è tutto diverso: i serbi volano subito sul 6-1. La potenza dei serbi sale vertiginosamente, ne risente la nostra ricezione e dentro il Palalottomatica cala il buio quando sale in cattedra Ivan «Il Terribile» Miljkovic. Gli azzurri tentano di rimanere attaccati in tutti i modi al set nonostante il 7-13 da recuperare. Fei guida un piccolo minibreak e quando Cisolla pesca il jolly, la Serbia è appena a due punti. Boscan è un’autentica mina, ma è Miljkovic che decide di chiudere la porta, di respingere indietro gli azzurri e di chiudere sul 25-19. Si riparte sull'1-1. Nella terza frazione, la tensione è palese in entrambe le formazioni. Si gioca punto a punto, a metà frazione è proprio l'Italia a mettere il muso avanti: è una straordinaria partita a scacchi a nervi scoperti. Alla fine la spunta l'Italia (25-19), il suo muro granitico, la forza di Fei e la rabbia di un infinito Mastrangelo. Montali è impassibile. Nel quarto set subito Italia avanti di due. Geric tiene la Serbia nel match, ma quando Ivan Miljkovic spedisce fuori tre attacchi di fila, il Palalottomatica si ammutolisce, perché il tabellone segna 14-9 per gli azzurri: si può osare. Tensione a livelli di guardia. Travica decide di mandare in panchina Miljkovic e in tutta risposta Cisolla segna con un ace il punto del 16-11. Sembra il sipario, in realtà, l'Italia si ferma: i serbi recuperano punto dopo punto e superano gli azzurri proprio sul filo di lana, con Miljkovic che segna il punto del 25-23 dimostrando a tutti che è lui il miglior opposto al mondo. Si va al tie-break finale, gli azzurri vanno avanti ma nessuno esulta. Una schiacciata di Fei e un Mastrangelo infallibile in battuta ci lanciano sul 12-5. Si risveglia tutto il Palalottomatica: siamo in finale. E Montali è in estasi. Nell'altra semifinale vince la Russia ma l’eroica Spagna cede solamente al quinto set, dopo essere arrivata sul 13-10 a due soli punti dalla finale.
Risultati: Italia-Serbia 3-2 (25-15, 19-25, 25-19, 23-25, 15-8) Russia-Spagna: 3-2 (15-25, 27-25, 25-12, 19-25, 15-13).