I maturandi snobbano Montale e si attaccano a e-mail e sms

Prima prova, pochi scelgono il compito sul poeta morto a Milano nel 1981. Il direttore scolastico regionale Dominici: "Bei temi, avrei fatto quello sulla donna nel Novecento"

Una maturità normale in una scuola normale. I quasi 25 mila studenti milanesi che ieri mattina si sono presentati a scuola per sostenere la prima prova scritta degli esami di Stato 2008 mai come questa volta si sono trovati di fronte a una situazione in piena regola. Commissari tutti al loro posto, puntualità nell’assegnazione dei temi, clima disteso e accogliente. «Sta andando tutto per il meglio – ha commentato questo esordio Anna Maria Dominici, il direttore scolastico regionale – dalle commissioni non c’è arrivato alcun segnale di difficoltà». Una normalità raggiunta soprattutto grazie al fatto che, a differenza di quel che succedeva in passato, sono state poche le rinunce dei commissari nominati dal ministero, quindi si è potuto procedere a organizzare le prove senza particolari intoppi. «Sarà il clima nuovo che stiamo attraversando – ha continuato la Dominici –. E certamente si può dire che i docenti stanno abbandonando il certificato medico facile per potersi tirar fuori dai loro impegni. Meglio così». Ieri mattina il direttore scolastico regionale, accompagnata dal dirigente provinciale Antonio Lupacchino, non ha mancato la tradizionale visita a una scuola, per salutare i ragazzi impegnati nelle prove d’esame. La scuola scelta è stata quest’anno il liceo scientifico Donatelli Pascal. «Questo è un momento simbolico – ha detto la Dominici rivolgendosi ai candidati in attesa della dettatura dei temi –. Non a caso si dice che è la maturità, perché questo esame segna appunto il vostro passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta». E a tutti ha rivolto un buon «in bocca al lupo». Ha quindi rassicurato i ragazzi sulla disponibilità piena dei commissari nei loro confronti: «State sereni – ha detto la Dominici – i docenti avranno grande attenzione nel cercare di riconoscere e valorizzare il vostro impegno. Chi ha studiato non ha proprio nulla da temere». In effetti pare che per lo più i candidati si siano trovati a loro agio nell’affrontare questa prima prova scritta, perché i temi estratti dalle buste hanno dato un po’ a tutti la possibilità di esprimersi senza particolari patemi d’animo. Il saggio breve nei quattro ambiti possibili è stata l’opzione preferita dagli studenti lombardi (più del 60 per cento): bene in particolare le tracce sulla Costituzione e quella sul lavoro tra sicurezza e produttività. Gran successo anche per il tema sulla comunicazione delle emozioni attraverso sms ed e-mail, scelto dal 30 per cento dei maturandi. Delusione invece per un altro argomento dato per sicuro nel toto-tema: una traccia su Svevo. Al suo posto è stata riproposta una poesia di Montale, ma l’argomento non ha trovato grande consenso tra i candidati, solo il 7,4 per cento. «Mi pare che questi temi hanno potuto soddisfare le esigenze di tutti – ha commentato il direttore scolastico Dominici –. Erano comunque argomenti interessanti. Io avrei scelto quello sulla condizione della donna nel Novecento». E oggi la seconda prova scritta che cambia a seconda degli indirizzi di studio. I più preoccupati sono i candidati del liceo scientifico che quest’anno affronteranno ancora il temuto scoglio del compito di matematica. Lo scorso anno la prova aveva messo in crisi persino i commissari della disciplina. E anche i professori sperano che questa volta il compito sia più abbordabile.