I Mc Donald’s con palestra prima mangi, poi ti alleni

Al posto dell’area giochi una zona fitness con cyclette, canestro e parete rocciosa. Per ora il progetto è partito in sette ristoranti degli Usa

Manila Alfano

Finito nel mirino di salutisti e di avvocati riuniti, che rivendicano i diritti di clienti in sovrappeso, cardiopatici e diabetici, McDonald’s rilancia. L’idea è semplice: dopo una bella abbuffata a base di hamburger, patatine fritte, pollo fritto e abbondanti bibite gassate il fast food mette a disposizione la palestra per i piccoli. E così il divertimento a casa Mc Donald cambia volto: al posto dell’attuale zona gioco, tutta palline colorate e reti, arriva uno spazio super tecnologico per il fitness.
Il progetto per il momento è partito in sette ristoranti negli Stati Uniti, e, se piacerà, Mc Donalds provvederà ad installarlo in altri 5.500 locali. Il nuovo spazio ideato per attirare i bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni avrà tutto l’occorrente per tenerli in forma: cyclette dotate di videogiochi, pareti rocciose da scalare, una pista interattiva da ballo e un mini canestro per una partitella a pallacanestro.
Sì, ma c’è chi si domanda come faranno i ragazzini a saltare e a ballare dopo aver mangiato bombe caloriche da 900 calorie.
Eppure la multinazionale dell’hamburger già in passato aveva dato prova di grande elasticità. Lo aveva fatto circa un anno fa con la campagna «Quello che non ti aspetti da Mc Donald’s», rinfrescando i panini con foglie d’insalata, pomodorini e altre delizie per i palati salutistici. Di recente poi c’era stata la decisione di ridurre il sale nelle patatine. Ma non solo, il segno che Mc Donald’s stava davvero cambiando rotta era stato confermato dal successo delle sue insalate: in pochi mesi è diventato il maggior venditore al mondo di insalate.
Ma i più critici sono già pronti a gridare all’imbroglio. Quelli di Mc Donald’s invece assicurano: «Noi alla salute dei bambini ci teniamo davvero e lo stiamo dimostrando in tutti i modi». La tesi non convince gli esperti del centro Rudd per l’obesità e la Politica alimentare dell’università di Yale: certi genitori potrebbero sopravvalutare il beneficio di queste palestre permettendo così ai figli di mangiare più «cibo spazzatura». La rivista Qsr, specializzata nel settore dei cibi veloci, qualifica questa iniziativa come «semplice trovata pubblicitaria». Un ennesimo specchietto per allodole? Forse dopo hamburger e palestra ci vorrebbe la bilancia a stabilirlo.