I medici: Brano è morto per asfissia

È stata l'asfissia la causa del decesso del quattordicenne morto dopo aver assunto cannabinoidi (hashish o marijuana) e avere inalato gas. Lo confermerebbe, come riferisce la polizia, l'autopsia eseguita ieri mattina all'Istituto di medicina legale. Il quadro anato-patologico confermerebbe, quindi, l'avvenuta pratica del cosiddetto «sniffing». Il giovane in questione, infatti, era solito sniffare il butano contenuto nelle bombolette che servono per ricaricare gli accendini. Fatto confermato dal ritrovamento di due di queste bombolette nel suo zainetto nel momento in cui il ragazzo si è sentito male, quindi anche dai suoi amici.
I risultati medico-legali evidenzierebbero gli esiti classici di un'asfissia che potrebbe essere stata provocata proprio dal gas, la cui introduzione nell'organismo impedisce il corretto apporto di ossigeno all'emoglobina. Rimane da chiarire quale ruolo abbia avuto nel decesso l'assunzione di hashish.
Generalmente, secondo la casistica conosciuta dagli investigatori, la pratica dello «sniffing» diventa particolarmente pericolosa se abbinata a uno sforzo fisico o allo stress. «Se il ragazzo, in preda all’asfissia, ha cominciato ad agitarsi o si è fatto prendere dal panico, questi atteggiamenti possono aver senza dubbio accelerato il peggiorare delle sue condizioni. Poco prima di accasciarsi a terra nei giardinetti, il 14enne aveva dato segnali di delirio dovuto ad allucinazioni. Si agitava, urlava, saltava: questo ci hanno raccontato i testimoni - sostiene sempre la polizia - La concomitanza della mancanza di ossigeno nel sangue dovuto allo sniffing e dello sforzo fisico e psicologico dovuto alle allucinazioni».
Per ora, intanto, non sussiste alcuna ipotesi di reato: gli inquirenti, però, stanno cercando di mettersi in contatto con gli amici del 14enne, mentre i genitori, annichiliti dal dolore, hanno chiesto alla polizia di avere un po’ di pazienza e di rispetto per la perdita di quell’unico figlio, rimandando così tutti i colloqui di carattere investigativo.
Intanto il pm Carlo Nocerino, titolare delle indagini, prima di rilasciare una qualsiasi dichiarazione, si riserva di valutare gli esiti della relazione che gli verrà mandata tra qualche giorno dal medico legale sulla base del referto dell’autopsia.