I medici contro la politica «smantella-sanità»

LA RICHIESTA Creare strutture di controllo sull’abuso di consulenze, appalti e acquisti per eliminare gli sprechi

La critica pungente all’amministrazione Marrazzo non si placa neppure a ridosso delle festività natalizie quando i temi da trattare potrebbero essere di altro genere. Già, ma per una buona fetta di camici bianchi, (quelli rappresentati dalle associazioni Anaao, Anpo, Cimo, Cisl, Uil, Fials e Cgil medici e Confedir regionale) non si può passare sopra alle ultime scelte politiche del presidente-commissario Marrazzo in materia di offerta assistenziale. Anzi, è prioritario renderne partecipi in maniera puntuale e dettagliata il maggior numero di cittadini.
L’intersindacale non poteva scegliere momento migliore dello shopping natalizio in centro per fare informazione contro la politica del governatore. Ieri pomeriggio così a piazza Montecitorio i sindacalisti hanno consegnato ai passanti una lettera-denuncia nella quale vengono elencati i provvedimenti «smantella-sanità» che l’esecutivo regionale porterà avanti nei mesi a venire e quelli già adottati, che hanno provocato fin da subito ripercussioni negative sull’offerta. «Le decisioni adottate - dicono i medici ospedalieri della Cimo - hanno contribuito a provocare il collasso della sanità pubblica, con enormi disagi per i cittadini, privati delle elementari garanzie di tutela della salute e, al contempo, con una crescita dei costi, a causa dell’aumento ticket, e della disoccupazione a causa del licenziamento di 1.500 medici e tecnici di laboratorio assunti a tempo determinato».
«Il Piano sanitario regionale redatto dall’Agenzia Sanitaria Pubblica - spiega il segretario regionale Cimo Giuseppe Lavra - è sbagliato nei presupposti e nei contenuti e aggrava una situazione già catastrofica degli ospedali, creando apparati pericolosi e costosi, come i Presidi territoriali di prossimità (Ptp) e dandone la responsabilità a personale privo di competenze mediche, che produrrà nulli o scarsi risultati per quanto riguarda il risanamento dei conti. E questo anche a fronte dell’aumento della pressione fiscale sui ticket, del 10 per cento in più sull’intramoenia e nonostante il blocco delle assunzioni del personale sanitario».
Dettagli a parte il sindacalista spiega che la scesa in piazza da parte di una cospicua maggioranza di sigle rappresentative è motivata anche dal fatto che da mesi ormai la giunta Marrazzo non accetta il confronto con le organizzazioni di categoria. Un confronto che si dovrebbe aprire su un ventaglio di proposte che i medici non stentano a indicare come prioritarie. Nel documento si parla di ridurre le strutture private e ridefinire i rapporti tra Regione ed erogatori privati e pubblici con la normativa dell’accreditamento, ridefinire i rapporti tra Regione e i 5 policlinici universitari, procedere a una razionalizzazione della rete ospedaliera perché diventi meno pletorica e potenziare le strutture territoriali di assistenza domiciliare e post-acuzie per ridurre i posti letto negli ospedali senza danno ai cittadini. «E non ultimo, - si spiega nel documento consegnato ai cittadini - creare strutture di controllo sull’abuso di consulenze, su appalti e acquisti per eliminare sprechi nella gestione delle aziende sanitarie».