I medici del Regina Elena contro il ministro

Daniele Petraroli

La mobilitazione dei primari in favore del vecchio direttore scientifico è stata vana. La lettera al ministro con 27 firme di direttori di struttura datata 13 giugno non è servita per confermare Francesco Cognetti nel suo ruolo. Ieri così è stata la volta di Paola Muti, presentata al personale dell’Ifo e alla stampa. Un incontro per mostrare all’esterno un ospedale compatto dietro alla nuova dirigenza. Così sono stati predisposti tutta una serie di interventi «blindati». Ada Sacchi (direttore del dipartimento di oncologia sperimentale), Bruno Jandolo (neuroscienze), Massimo Lopez (oncologia B) e Eugenio Santoro (chirurgia) tra gli altri. Tutti pronti a chiedere la fine delle polemiche e a colpevolizzare la stampa. Nel pomeriggio anche la dichiarazione di Battaglia: «Mi ha fatto piacere constatare il grande consenso espresso dalla larghissima maggioranza dei medici e dei ricercatori del Regina Elena alla nomina del nuovo direttore scientifico».
Tutto risolto all’Ifo, allora? Sembra proprio di no, almeno a sentire medici e personale dell’istituto. Per due primari che parlano e si schierano apertamente (anche perché firmatari dell’appello pro-Cognetti di giungo), e cioè Silverio Tomao e Michele Gallucci, tanti altri preferiscono non esporsi, ma dissentono ugualmente. «Con Cognetti ci siamo trovati bene tutti quanti - spiega un infermiere - purtroppo questo cambio ha un sapore politico». Stesso tono da parte di un medico, da anni all’Ifo: «Per carità, niente nomi. Ma devo dire che una gestione del genere preoccupa tutti quanti».
A questi bisogna aggiungere la reazione di Laziosanità. Anche l’agenzia regionale, nominata dallo stesso Battaglia e presieduta da un dl come Lucio D’Ubaldo, ha avuto parole dure nei confronti del ministro Livia Turco. «Pur non volendo travalicare le funzioni che la legge ci attribuisce - si legge nella nota diffusa da “Laziosanità” che ha votato anche un ordine del giorno all’unanimità - l’Agenzia ritiene tuttavia di esprimere preoccupazione per i contrasti e le reazioni che hanno accompagnato il varo di alcune nomine ministeriali negli istituti scientifici della regione Lazio».
Un passo indietro al ministro Turco è stato chiesto anche dal deputato dell’Udc Luciano Ciocchetti: «Lo spettacolo che l’Italia sta dando al mondo intero, dove uno dei migliori uomini della comunità scientifica, di fama internazionale, viene rimosso dal suo incarico per mere logiche di potere e di spartizione di poltrone, sta ricoprendo il nostro Paese di vergogna».
Intanto dopo il caso-Cognetti si apre una nuova polemica al Regina Elena. I due terzi del comitato di dipartimento del polo oncologico hanno firmato un documento di sfiducia contro Eugenio Santoro (tra i principali difensori delle decisioni del ministro, tra l’altro) chiedendo la revoca della sua nomina a direttore di dipartimento di chirurgia oncologica.