I medici usano l’autogrù per soccorrere il clandestino sulla torre

Le temperature scese attorno allo zero in queste ultime notti, hanno stremato un degli stranieri saliti tre settimane fa sulla torre di via Imbonati. Ieri mattina non riusciva a svegliarsi, si muoveva a fatica fino a quando, dopo la visita di un medico di Emergency, salito con l’autoscala dei pompieri, è stato convinto a scendere. Imbragato dai vigili del fuoco è stato calato fino a terra, preso in consegna da un’ambulanza e portato al San Paolo.
Finisce così la protesta di un egiziano di 23 anni che aveva scalato con altri stranieri di varie nazionalità la torre «Carlo Erba» all’altezza del civico 26. Una manifestazione collegata a quella dei sei immigrati che il 30 ottobre a Brescia si erano asserragliati su una gru a 35 metri d’altezza. Una protesta contro la difficoltà di ottenere permessi di soggiorno e per chiedere una improbabile «sanatoria per tutti gli immigrati». La loro resistenza era poi durata fino al 15 novembre, quando gli ultimi quattro extracomunitari, due avevano ceduto qualche giorno prima, gettavano la spugna e scendevano.
L’iniziativa bresciana aveva nel frattempo «contagiato» anche Milano e il 5 novembre cinque egiziani, un marocchino e un sudamericano, tra i 20 e i 30 anni, scalarono la torre di via Imbonati. Arrivati a una ventina di metri, i sette si erano sistemati su una balconata ad anello. Sotto si creava subito una piccola «sagra di paese» con gazebo trasformati in dormitori e cucine e «discoteca» che diffondeva a tutto volume lamentose nenie arabe, per far sostenere la loro iniziativa. Due egiziani però scesero il giorno dopo mentre, seguiti una decina di giorni dopo da altri due connazionali che, arrivati a terra, si mischiarono alla piccola folla che li inghiottì, impedendo alla polizia di individuarli e identificarli.
La protesta degli altri tre è proseguita fino a ieri quando l’ultimo egiziano ha accusato un malore. «Questa mattina quando ci siamo alzati - ha raccontato Marcelo, uno dei tre - abbiamo visto che non si svegliava, ma pensavamo volesse rimanere ancora al caldo nel sacco a pelo. Poi invece abbiamo visto che non riusciva a muoversi». I due hanno tentato di soccorrerlo ma, dopo avere preso delle bevande calde, il giovane ha iniziato a vomitare. Emergency, l’associazione fondata da Gino Strada, ha allora messo a disposizione due medici, uno dei quali è stato portato dai vigili del fuoco fino alla balconata. L’altro a terra ha coordinato i soccorsi, mentre un’ambulanza era pronta a portarlo in ospedale.
Alla fine il nordafricano è stato convinto a scendere ed è stato imbragato da un vigile del fuoco e portato a terra grazie a un’autoscala dotata di un piccolo montacarichi. Una volta a terra è stato accolto da un centinaio di persone, italiani e stranieri, riuniti per seguire le operazioni di soccorso. L’ambulanza ha quindi preso in consegna il giovane e portato al San Paolo, le sue condizioni non sarebbero gravi. In merito alla posizione giuridica del manifestante, la questura ritiene il giovane un irregolare, ma ritiene che «adesso la priorità sono le cure mediche» terminate le quali la polizia «procederà ai sensi della legge».