I mercati sono in ostaggio della crisi di fiducia

Il future S&P-Mib termina le contrattazioni della settimana a 31680. Lo studio grafico dei prezzi aveva evidenziato la debolezza alla quale saremmo andati incontro con l'abbandono della quota 32700. Il mercato durante l'ottava è stato caratterizzato da una forte volatilità che ha fatto segnare un nuovo minimo dell'anno a 31320. I principali mercati azionari hanno avuto comportamenti scomposti e si sono registrati nuovi record dell'oro oltre i 1007 dollari l'oncia, mentre il Brent ha raggiunto i 108 dollari il barile.
In Europa motivo di preoccupazione è stato espresso per i movimenti disordinati dei tassi di cambio euro/dollaro Usa che ha raggiunto il massimo 1,5689, livello non desiderabile per la crescita economica. Le cause di questo scenario negativo sono ancora una volta da ricercarsi nella perdurante crisi di fiducia del rischio controparte che genera una crisi di liquidità. In controtendenza a queste note negative, in Usa è stato annunciato il dato relativo ai prezzi al consumo di febbraio. Senza le componenti alimentari ed energetiche, l'inflazione ha mostrato una variazione congiunturale nulla, evento che non si registrava dal 2006.